Una società pubblicitaria gestiva la locazione di grandi impianti e cartelli negli aeroporti. L'azienda emetteva fatture a clienti esteri senza applicare l'imposta sul valore aggiunto, considerando le operazioni come prestazioni di servizi generiche. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questa scelta. Secondo il Fisco, i grandi impianti ancorati al suolo costituiscono beni immobili. Di conseguenza, il rapporto va qualificato come locazione immobiliare, soggetta a imposta nel luogo in cui si trova il bene. La Corte di Cassazione ha confermato che la Tassazione IVA cartelloni pubblicitari segue le regole dei beni immobili quando le strutture sono fisse e imponenti. Il ricorso della società è stato respinto, con la condanna al pagamento delle spese di giudizio.
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