La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di sfregio permanente ai sensi dell'art. 583-quinquies c.p. a seguito di un'aggressione con coltello. Il ricorrente contestava la sussistenza della deformazione dei tratti del viso, ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha rilevato che l'impugnazione era aspecifica, non confrontandosi con le prove fotografiche e mediche utilizzate dai giudici di merito, e ha ribadito che in sede di legittimità non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti già accertati.
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