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Sfregio Permanente Del Viso

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sfregio permanente del viso: condanna per la cicatrice
Un uomo ha aggredito la vittima provocandole una cicatrice evidente sul volto. I giudici di merito hanno condannato l'aggressore per lesioni personali gravissime per aver causato uno sfregio permanente del viso. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contestando la gravità del danno estetico. La difesa ha sostenuto che la cicatrice non provocasse ripugnanza o ilarità nell'osservatore e ha criticato il calcolo della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I Supremi Giudici hanno stabilito che lo sfregio sussiste ogni volta che una lesione turba in modo duraturo l'armonia del volto secondo il metro dell'osservatore comune. Il ricorrente deve pagare tremila euro alla cassa delle ammende e rifondere le spese legali sostenute dalla persona offesa.
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Sfregio permanente del viso: il portachiavi modificato è un’arma
L'Aggressore ha colpito La Vittima al volto durante una lite stradale, causandogli uno sfregio permanente del viso. I giudici di merito lo hanno condannato a otto anni di reclusione per lesioni gravissime aggravate dall'uso di un'arma (un taglierino o un portachiavi modificato con bordo tagliente) e per porto abusivo d'arma. L'Aggressore ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo di aver usato solo un portachiavi non atto a offendere e chiedendo le attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che anche un portachiavi modificato per tagliare costituisce un'arma impropria. Inoltre, la gravità del fatto e i precedenti penali giustificano il diniego delle attenuanti e la conferma della pena. L'Aggressore perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Sfregio permanente del viso: la Cassazione nega la sospensione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per lesioni personali gravissime, dalle quali era derivato lo sfregio permanente del viso della vittima. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti, sostenendo che la vittima avesse usato un coltello, e lamentava il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena. I giudici di legittimità hanno chiarito che la Cassazione non può riesaminare le prove e ricostruire i fatti in modo alternativo rispetto a quanto stabilito nei gradi precedenti. Inoltre, per negare la sospensione condizionale della pena, basta che il giudice di merito indichi chiaramente gli elementi ostativi principali. Di conseguenza, l'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sfregio permanente del viso: l’uso del coltello aggrava la pena
Un uomo è stato condannato per aver causato uno sfregio permanente del viso a un'altra persona durante una colluttazione, colpendola con un coltello. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo il ricorso dell'imputato. I giudici hanno stabilito un principio importante: il reato di sfregio permanente del viso punisce il danno estetico definitivo, mentre l'uso di un'arma non è un elemento del reato stesso, ma una circostanza aggravante separata che giustifica un aumento della pena. L'appello è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
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