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sfratto

Definizione

Lo sfratto, in diritto, è un atto giudiziario con il quale, nell'ambito di un rapporto di locazione, il locatore (ovvero, in generale, il proprietario dell'immobile) richiede al Giudice di emettere un provvedimento esecutivo che ordini all'inquilino di riconsegnargli l'immobile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Esercizio arbitrario delle proprie ragioni e sfratto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni tentato a carico di un soggetto che aveva minacciato i familiari della proprietaria di un immobile. L'obiettivo era impedire l'esecuzione di uno sfratto per finita locazione, opponendo un preteso diritto di proprietà. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano generici, miravano a una rilettura dei fatti già accertati nei gradi di merito e introducevano questioni nuove mai sollevate in appello. È stata inoltre ribadita la distinzione tra la persona offesa dal reato e i soggetti danneggiati che hanno diritto al risarcimento civile.
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Clausola risolutiva espressa: i rischi della tolleranza
Una società immobiliare ha intimato lo sfratto per morosità a una concessionaria d'auto, invocando una clausola risolutiva espressa a causa di ritardi nei pagamenti e violazioni sull'uso degli spazi comuni. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, rilevando una prassi consolidata di tolleranza nei pagamenti tardivi e l'assenza di prove certe sulle altre violazioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito per riesaminare prove e fatti già valutati dai giudici territoriali.
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Compensi professionali avvocato: guida Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia relativa ai compensi professionali avvocato richiesti per attività di mediazione, sfratto e pignoramento. La Corte ha confermato che l'attività di mediazione ha una rilevanza autonoma e merita un compenso distinto. Tuttavia, ha accolto il ricorso della società cliente evidenziando due errori del giudice di merito: l'omessa valutazione degli acconti già versati e l'erronea duplicazione dei compensi tra fase sommaria e di merito nel procedimento di sfratto, che deve essere considerato unitario.
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Canoni non riscossi: quando si pagano le tasse?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i canoni non riscossi derivanti da un contratto di locazione per un immobile a uso non abitativo costituiscono reddito imponibile fino a quando il contratto non viene formalmente risolto o convalidato uno sfratto. La natura fittizia dell'accordo o l'inutilizzabilità del bene sono irrilevanti ai fini fiscali.
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