La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25898/2024, ha chiarito i requisiti per l'acquisto di una servitù di passaggio per usucapione. Ha stabilito che la semplice esistenza di un percorso su un fondo altrui non è sufficiente. È necessario un 'quid pluris', ovvero la presenza di opere visibili e permanenti che dimostrino in modo inequivocabile la destinazione del percorso all'esercizio della servitù. Nel caso di specie, la Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto sufficiente la presenza di un tracciato utilizzato per decenni, senza accertare questo elemento essenziale. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza, rinviando la causa per un nuovo esame.
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