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Sequestro Probatorio

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Provvedimenti

Sequestro probatorio: quando è legittimo? Analisi
Un soggetto indagato per turbativa d'asta ha impugnato un'ordinanza di sequestro probatorio, sostenendo che fosse stata emessa oltre la scadenza dei termini per le indagini preliminari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: una nuova notizia di reato, anche se collegata a indagini precedenti, determina una nuova iscrizione e fa decorrere un nuovo e autonomo termine per le indagini. Di conseguenza, il sequestro probatorio era tempestivo e pienamente legittimo.
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Sequestro probatorio: quando serve la convalida del PM?
La Corte di Cassazione annulla un sequestro probatorio di lampade e articoli LED, poiché eseguito su beni diversi da quelli indicati nel decreto di perquisizione (giocattoli) e senza il successivo decreto di convalida del Pubblico Ministero. La sentenza ribadisce che, quando la polizia giudiziaria agisce con discrezionalità nell'individuare i beni da sequestrare, la convalida del magistrato è un atto necessario a pena di illegittimità della misura cautelare.
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Sequestro probatorio: limiti e obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio esteso a tutta la documentazione contabile di una società. La sentenza ribadisce che il sequestro probatorio deve essere strettamente pertinente ai reati ipotizzati e supportato da una motivazione specifica e non apparente. Il Pubblico Ministero deve indicare le finalità probatorie concrete, e il Tribunale del Riesame non può colmare una carenza motivazionale del decreto originario.
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Sequestro probatorio: limiti e motivazione del PM
Una società consortile, indagata per reati tributari, ha impugnato un decreto di sequestro probatorio che si estendeva a tutta la sua documentazione contabile, anche quella non pertinente alle accuse. La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato il provvedimento, stabilendo che il sequestro probatorio di documenti ulteriori rispetto a quelli oggetto d'indagine deve essere sorretto da una motivazione specifica sulla loro effettiva pertinenza, non potendo il Tribunale del Riesame integrare le lacune del Pubblico Ministero.
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Sequestro criptovalute: Cassazione annulla sequestro
Un contribuente ha subito il sequestro di Bitcoin, ritenuti dalla Procura il profitto di un'evasione fiscale. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, stabilendo che il profitto del reato tributario è l'importo in euro dell'imposta evasa, non la criptovaluta. Di conseguenza, il sequestro criptovalute in questo contesto non è un sequestro diretto del profitto, ma un sequestro per equivalente, soggetto a regole diverse. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Ricorso per cassazione sequestro: limiti di motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 487/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione sequestro probatorio per una somma di 240.000 euro. La Corte ha ribadito che il ricorso contro tali misure è consentito solo per violazione di legge e non per un semplice vizio di motivazione, a meno che questo non sia così grave da rendere il provvedimento del tutto privo di logica o di giustificazione.
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Divieto di restituzione: la guida delle Sezioni Unite
Le Sezioni Unite Penali hanno chiarito l'ambito di applicazione del divieto di restituzione previsto dall'art. 324, comma 7, c.p.p. In un caso di sequestro probatorio di uccelli per maltrattamento, la Corte ha stabilito che il divieto si applica anche al sequestro probatorio, ma riguarda solo le cose soggette a confisca obbligatoria per intrinseca pericolosità ai sensi dell'art. 240, comma 2, c.p. (o norme equivalenti), escludendo le confische previste da leggi speciali che non richiamino tale natura. Di conseguenza, è stata ordinata la restituzione degli animali.
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