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Sequestro Preventivo Superbonus

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro preventivo superbonus: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza 38161/2024, ha rigettato i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo "impeditivo" emessa nei confronti di società coinvolte in una presunta frode legata al "superbonus". La Corte ha stabilito che la misura cautelare è legittima anche se il reato di truffa non è procedibile, qualora sussista il 'fumus' per altri reati come l'emissione di fatture false e l'indebita compensazione. Inoltre, ha chiarito che per il sequestro preventivo è sufficiente la 'pertinenza' del bene al reato, non essendo richiesto un più stringente 'collegamento strutturale'.
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Sequestro preventivo superbonus: Cassazione annulla
Una società edile, accusata di aver generato crediti fiscali fittizi legati al Superbonus, subisce un ingente sequestro. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, criticando la motivazione del tribunale come generica e apparente. La Suprema Corte ha stabilito che le dichiarazioni di pochi clienti non possono giustificare un sequestro preventivo superbonus sull'intera massa di crediti, richiedendo un'analisi più rigorosa, specifica e proporzionata. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Sequestro preventivo superbonus: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sequestro preventivo superbonus, rigettando i ricorsi di alcuni imputati accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. La sentenza conferma l'impossibilità di detrarre i costi dal profitto illecito quando l'intera operazione è viziata e chiarisce i principi sulla responsabilità solidale nel sequestro per equivalente, affermando che la misura può gravare su un singolo coimputato per l'intero importo se le singole quote di profitto non sono distinguibili.
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Sequestro preventivo Superbonus: i costi di gestione
Un consorzio edile ha subito un sequestro preventivo Superbonus per oltre 1,4 milioni di euro per aver indebitamente ottenuto crediti d'imposta. La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento, stabilendo che i costi generali di gestione erano stati illegittimamente inclusi nelle fatture come spese ammissibili. La Corte ha chiarito che il Superbonus rientra tra le erogazioni pubbliche ai sensi dell'art. 316-ter c.p. e che solo i costi direttamente collegati ai lavori di ristrutturazione sono detraibili, escludendo le spese operative generiche dell'impresa.
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