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Sequestro Preventivo Impeditivo

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Provvedimenti

Sequestro crediti Superbonus: legittimo verso terzi
Due istituti di credito hanno presentato ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo riguardante crediti fiscali derivanti dal "Superbonus 110%", acquisiti da un consorzio edile indagato per truffa e autoriciclaggio. I ricorrenti sostenevano di essere terzi in buona fede e che i crediti non fossero più rintracciabili una volta entrati nel loro cassetto fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, stabilendo la piena legittimità del sequestro crediti Superbonus. La Corte ha chiarito che tali crediti costituiscono "cose pertinenti al reato" e che la loro cessione non ne sana l'origine illecita. Di conseguenza, possono essere sequestrati anche presso terzi acquirenti, indipendentemente dalla loro buona fede, per impedire la continuazione degli effetti del reato.
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Impugnazione decreto sequestro: l’errore che costa caro
Una società ricorre contro un sequestro di crediti fiscali, ma sbaglia a impugnare il decreto corretto. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando l'importanza di contestare l'atto specifico che ha causato il vincolo. L'analisi del caso chiarisce che l'impugnazione di un decreto di sequestro non si estende ad altri decreti, anche se eseguiti con un unico atto.
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Sequestro preventivo impeditivo: la pace fiscale lo annulla?
Una società, coinvolta in un caso di corruzione per un contenzioso tributario, ottiene l'annullamento con rinvio della decisione che manteneva un sequestro preventivo impeditivo. La Cassazione ha stabilito che l'estinzione del debito tributario tramite 'pace fiscale' richiede una nuova valutazione dei presupposti della misura cautelare, poiché il 'profitto' del reato potrebbe non essere più configurabile.
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Conflitto di interessi: quando l’ente può difendersi?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del conflitto di interessi del legale rappresentante di un ente. La Corte ha annullato un'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'appello di una società contro un sequestro preventivo. Il Tribunale aveva erroneamente ravvisato un conflitto di interessi perché il legale rappresentante era indagato per reati diversi da quello che aveva originato il sequestro. La Cassazione ha stabilito che l'incompatibilità si verifica solo quando l'indagine sul legale rappresentante riguarda lo stesso reato presupposto contestato all'ente, ripristinando così il diritto di difesa della società.
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Domanda cautelare: nullo il sequestro diverso dal P.M.
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo contro una società. La decisione si fonda sulla violazione del principio della domanda cautelare: il Pubblico Ministero aveva richiesto un sequestro finalizzato alla confisca, ma il Giudice aveva disposto un sequestro con finalità impeditiva. Secondo la Corte, il Giudice non può modificare la natura della misura richiesta, poiché le due tipologie di sequestro hanno presupposti e finalità differenti. L'ordinanza è stata quindi annullata senza rinvio.
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Sequestro preventivo impeditivo: non per l’ente
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un Pubblico Ministero che chiedeva il sequestro preventivo impeditivo di una società i cui soci erano indagati per reati di corruzione e frode sui carburanti. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il sequestro preventivo impeditivo, finalizzato a prevenire la commissione di ulteriori reati, non è applicabile alle società indagate ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Questo perché il decreto prevede un sistema cautelare autonomo e specifico per gli enti, come le misure interdittive, che assolvono già a tale funzione preventiva, rendendo il sequestro impeditivo uno strumento improprio e non previsto dalla legge per le persone giuridiche.
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Sequestro preventivo autovettura: quando è legittimo?
Il caso riguarda la richiesta di sequestro preventivo di un'autovettura utilizzata per l'abbandono di rifiuti. I giudici di merito avevano negato la misura, non ravvisando un concreto pericolo di reiterazione del reato. La Procura ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile, sottolineando che il ricorso si limitava a criticare la valutazione dei fatti compiuta dal giudice precedente, senza sollevare una vera e propria questione di diritto. La decisione ribadisce che per il sequestro preventivo autovettura è necessaria la prova di un pericolo concreto e attuale.
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Sequestro preventivo impeditivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo impeditivo di un'azienda, ritenuta strumentale a un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Secondo i giudici, non è necessario un uso continuativo dell'azienda per attività illecite; è sufficiente che essa sia funzionale al programma criminale, rendendo la sua libera disponibilità un pericolo concreto di reiterazione del reato. Il ricorso del titolare, che sosteneva un coinvolgimento solo occasionale, è stato rigettato.
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