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Saluto Romano

Definizione

Gesto con il braccio teso associato al regime fascista, punito se idoneo a diffondere idee discriminatorie o a ricostituire il partito fascista.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Saluto romano: commemorare i defunti non è reato per la Cassazione
Durante una commemorazione per i caduti della Repubblica Sociale Italiana in un cimitero di Milano, alcuni partecipanti compivano il saluto romano e la chiamata del presente. Accusati inizialmente di violazione della Legge Mancino, venivano assolti in primo grado. La Corte d'Appello ribaltava la decisione condannandoli. La Corte di Cassazione ha infine annullato senza rinvio la condanna. I giudici hanno chiarito che il saluto romano in un contesto puramente commemorativo non viola la Legge Mancino, la quale punisce solo l'uso di simboli legati a gruppi discriminatori attualmente attivi. La condotta rientra invece nella Legge Scelba, che richiede però un pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista, escluso nel caso di specie. Di conseguenza, il fatto non sussiste e i manifestanti sono stati definitivamente assolti.
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Saluto romano al cimitero: da omaggio a condanna penale
Durante una commemorazione autorizzata presso un cimitero monumentale, un gruppo di circa cinquanta persone ha risposto alla chiamata del "presente" compiendo il saluto romano ed esponendo stendardi con simboli della Repubblica Sociale Italiana. La Corte d'Appello ha condannato i partecipanti per violazione della Legge Mancino. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, rigettando i ricorsi. I giudici hanno stabilito che il saluto romano, inserito in quel preciso contesto pubblico e associativo, non era un semplice omaggio ai defunti, ma integrava un pericolo concreto di diffusione di idee discriminatorie e fasciste. Di conseguenza, i manifestanti sono stati condannati in via definitiva alla pena della reclusione e della multa, oltre al pagamento delle spese processuali.
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Saluto romano in corteo: non commemorazione ma reato. Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il saluto romano durante una manifestazione pubblica integra il reato di apologia del fascismo se crea un pericolo concreto per l'ordine democratico. Nel caso specifico, un gruppo di manifestanti, dopo una commemorazione, ha sfilato in un corteo non autorizzato scontrandosi con le forze dell'ordine e compiendo il rito della 'chiamata del presente' con il saluto romano. La Corte ha ritenuto che il contesto violento, la sfida all'autorità e le modalità paramilitari della manifestazione non fossero una semplice commemorazione, ma un atto di proselitismo idoneo a raccogliere adesioni per la ricostituzione di organizzazioni fasciste. Per questo, la condanna per il saluto romano è stata confermata.
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