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Riunione dei processi

Definizione

Provvedimento con cui il giudice unisce più procedimenti penali diversi in un unico processo per ragioni di connessione o opportunità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso respinto e condanna
Tre imputati hanno proposto ricorso contro la condanna per i reati di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. I ricorrenti lamentavano una scorretta valutazione delle prove, vizi di motivazione della sentenza d'appello e la mancata riunione del procedimento con quello di un altro soggetto. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non consente di riesaminare i fatti o sostituire la valutazione delle prove operata dai giudici di merito. Inoltre, la mancata riunione dei processi costituisce una scelta discrezionale del giudice e non causa alcuna nullità. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.
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Termine a difesa negato: la Cassazione respinge il ricorso
L'Imputato, condannato per truffa ai danni di una Vittima, propone ricorso per cassazione contestando il rigetto della richiesta di rinvio dell'udienza in appello. La difesa aveva richiesto un termine a difesa a seguito della nomina di un nuovo difensore e la riunione con altri procedimenti pendenti. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Riguardo al termine a difesa, la mancata concessione configura una nullità a regime intermedio che deve essere eccepita immediatamente, pena la decadenza, e non può essere dedotta per la prima volta in Cassazione. Riguardo alla riunione dei processi, il provvedimento di rigetto non è impugnabile poiché la legge non prevede alcuna sanzione di nullità per l'inosservanza delle relative norme. L'Imputato viene condannato alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Bancarotta fraudolenta per distrazione: la nuova ditta non salva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due soggetti accusati di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale. Il Primo Imputato, ex amministratore di una società fallita, ha sottratto i libri contabili e distratto i beni aziendali. Il Secondo Imputato, ex dipendente consapevole del dissesto, ha collaborato al piano assumendo la carica di amministratore di una nuova società speculare, creata appositamente per proseguire l'attività con gli stessi beni e dipendenti. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei due imputati. I giudici hanno chiarito che la riunione dei processi non richiede una comunicazione preventiva alle difese, ma solo la loro audizione in udienza. Inoltre, il trasferimento di beni, dipendenti e sede a una nuova impresa configura pienamente il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione. I ricorrenti dovranno pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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