La Corte di Cassazione ha confermato i criteri per la quantificazione del danno a seguito di una risoluzione contrattuale per inadempimento. Il principio fondamentale stabilisce che il risarcimento deve essere calcolato al netto del valore dei beni che, per effetto della risoluzione, tornano nella disponibilità del venditore. Nel caso specifico, riguardante la cessione di dossier farmaceutici e forniture di medicinali, la Corte ha validato la detrazione del valore residuo delle autorizzazioni commerciali dal prezzo totale pattuito. La decisione ribadisce che il creditore non deve trovarsi in una posizione di indebito vantaggio rispetto all'ipotesi di corretto adempimento.
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