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Riserve d'appalto

Definizione

Sono le contestazioni e le richieste di maggiori compensi che l'impresa appaltatrice presenta al committente durante l'esecuzione dei lavori per fatti imprevisti o maggiori oneri.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Appalti: Direttore Lavori indagato, la sua relazione non basta
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di maggiori compensi di un'impresa appaltatrice. Le sue pretese si basavano quasi esclusivamente sulla relazione del Direttore dei Lavori, il quale era però coinvolto in un procedimento penale per corruzione legato allo stesso appalto. La Corte ha stabilito un principio chiave sull'onere della prova in appalti pubblici: se l'elemento probatorio principale è di dubbia attendibilità, non è sufficiente. L'impresa avrebbe dovuto fornire altre prove, indipendenti e concrete, per dimostrare la fondatezza delle sue richieste. Non avendolo fatto, ha perso la causa.
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Imposta di registro su riserve risarcitorie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito la corretta applicazione dell'imposta di registro su riserve risarcitorie in un contenzioso tra un'azienda e l'Agenzia delle Entrate. L'azienda, ottenuta una sentenza di condanna per danni subiti in un appalto pubblico, sosteneva l'applicazione dell'imposta di registro fissa, ritenendo le somme soggette a IVA. La Cassazione ha invece dato ragione al Fisco, stabilendo che le somme con natura di risarcimento del danno sono escluse dal campo IVA. Di conseguenza, la sentenza che le liquida deve essere tassata con l'imposta di registro proporzionale al 3%. Viene così sancita la netta distinzione fiscale tra corrispettivo per una prestazione e indennizzo per un danno.
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Appalto: Comune condannato senza perché? Il vizio di motivazione
In una controversia su un appalto pubblico, un Comune si opponeva alle richieste economiche di un'impresa, sostenendo che fossero state presentate fuori tempo massimo. La Corte d'Appello, pur sembrando accogliere la tesi del Comune, lo condannava a pagare una somma molto più alta senza spiegare perché avesse ignorato la sua difesa. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, riscontrando un grave vizio di motivazione della sentenza. La totale assenza di argomentazioni su un punto così decisivo ha reso la sentenza nulla, imponendo la necessità di un nuovo processo d'appello per riesaminare la questione.
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