LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Pagina 13 di 40

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: inammissibilità e sanzione
Un imputato ha impugnato una sentenza penale davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, prima dell'udienza, ha formalizzato il deposito della rinuncia all'impugnazione. I giudici supremi hanno preso atto della dichiarazione e hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. La rinuncia al ricorso per cassazione non ha evitato le conseguenze economiche negative: l'imputato ha subito la condanna al pagamento delle spese del giudizio e al versamento di una sanzione di cinquecento euro alla Cassa delle Ammende per assenza di cause esimenti di colpa.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a spese e liti
Una società proprietaria ha impugnato una delibera dell'assemblea condominiale, chiedendo anche la restituzione delle somme pagate. Dopo la decisione sfavorevole dei giudici d'appello, la condomina ha presentato ricorso davanti ai giudici di legittimità. Nelle more del procedimento, le due parti hanno stipulato un accordo transattivo per chiudere ogni lite in via amichevole. La società ha quindi formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione, sottoscritta per accettazione anche dal rappresentante del condominio. I Supremi Giudici hanno preso atto dell'accordo e dichiarato l'estinzione del processo. Il Collegio ha chiarito che, in caso di rinuncia, la parte non deve versare il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una sanzione riservata esclusivamente ai casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a lite e doppio contributo
La controversia nasceva dalla vendita delle quote di una società di ristorazione. I venditori lamentavano il mancato subentro degli acquirenti in una garanzia bancaria. Gli acquirenti chiedevano invece l'annullamento del contratto, contestando l'incompletezza della situazione patrimoniale societaria allegata alla cessione. Dopo il rigetto delle domande nei gradi di merito, gli acquirenti presentavano ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del procedimento di legittimità, le parti raggiungevano un accordo transattivo per chiudere la contesa. I ricorrenti formalizzavano quindi la rinuncia al ricorso per cassazione. I Giudici Supremi hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta transazione. La Corte ha inoltre chiarito che la rinuncia esclude l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, misura sanzionatoria riservata ai soli casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: azienda condannata
I lavoratori citano l'azienda per ottenere il computo del periodo di apprendistato negli scatti di anzianità. I giudici di merito accertano il loro diritto e condannano il datore di lavoro al pagamento delle somme maturate. L'azienda propone impugnazione, ma successivamente notifica un atto per abbandonare la causa, depositando solo le ricevute di notifica e non il documento formale. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse. La rinuncia al ricorso per cassazione, pur priva delle formalità di legge per dichiarare l'estinzione, dimostra l'assenza di utilità a proseguire il processo. La società perde la lite e deve pagare le spese legali ai dipendenti.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop a spese e doppio costo
Un garante contesta la validità di alcune fideiussioni bancarie per violazione della normativa antitrust e impugna la decisione sfavorevole davanti alla Corte di Cassazione. Prima della discussione, il garante deposita formale atto di rinuncia e la società di recupero crediti accetta tale scelta. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio. L'accettazione reciproca azzera le spese processuali tra le parti. I giudici chiariscono inoltre che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta il raddoppio del contributo unificato, misura sanzionatoria riservata ai soli casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: chiusura fallimento ed esito
Un professionista ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società per compensi professionali e relativi interessi. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno riconosciuto il privilegio per la quota capitale, ma hanno declassato gli interessi a credito chirografario semplice. Il creditore ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, la procedura fallimentare è stata dichiarata formalmente chiusa. Preso atto della chiusura, il professionista ha notificato e depositato la formale rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici di legittimità hanno accertato la validità dell'atto e hanno dichiarato estinto il processo per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte non ha liquidato spese legali contro la parte e ha escluso il raddoppio del contributo unificato a suo carico.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: serve la notifica
Un istituto di credito ha promosso un giudizio contro una società e ha successivamente depositato la rinuncia al ricorso per cassazione. La banca ha tuttavia omesso di notificare tale atto alla controparte o di comunicarlo al suo difensore. La Corte di Cassazione ha accertato il mancato rispetto delle formalità di legge e ha sospeso la definizione del giudizio. I giudici hanno emesso un'ordinanza interlocutoria con cui hanno rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo alla banca trenta giorni per notificare l'atto di rinuncia alla società.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione senza raddoppio del contributo
Un cittadino ha impugnato una sentenza d'appello davanti alla Corte di Cassazione, notificando l'atto alla controparte. Successivamente, il medesimo soggetto ha depositato formale atto telematico per formalizzare la rinuncia al ricorso per cassazione. Le controparti intimate non hanno depositato memorie difensive né svolto alcuna attività nel giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha verificato la piena regolarità formale dell'atto di rinuncia e ha dichiarato l'estinzione della causa. I giudici hanno inoltre stabilito che non sussistono le condizioni per addebitare le spese processuali e hanno escluso il raddoppio del contributo unificato a carico del rinunciante, trattandosi di misura sanzionatoria riservata solo al rigetto, all'inammissibilità o all'improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione ed esito delle spese legali
L'indagato ha presentato impugnazione contro un'ordinanza del Tribunale della Libertà. Successivamente, il difensore munito di procura speciale ha depositato un atto formale di rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'atto a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, non sussistendo motivi per escludere la colpa nella causazione dell'inammissibilità.
Continua »
Lite sulla servitù: la rinuncia al ricorso per cassazione chiude la causa
Una disputa immobiliare in materia di servitù era approdata davanti alla Corte di Cassazione a seguito dell'impugnazione proposta dal ricorrente e del conseguente controricorso con impugnazione incidentale della controparte. Poco prima della discussione in udienza pubblica, entrambe le parti hanno depositato un atto di reciproca rinuncia alle rispettive impugnazioni, debitamente sottoscritto dai litiganti e dai rispettivi avvocati, chiedendo la compensazione integrale delle spese. I giudici hanno chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione ha efficacia immediata ed estingue il processo senza bisogno di accettazione altrui. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il procedimento senza addebitare spese legali aggiuntive.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: lite estinta per l’Ente
L'Ente di Riscossione ha promosso impugnazione contro la decisione favorevole ottenuta dalla Procedura Fallimentare e dall'Ente Previdenziale. Durante il procedimento dinanzi alla Suprema Corte, l'Ente impositore ha depositato formale atto di rinuncia, regolarmente notificato a tutte le parti costituite. La Suprema Corte ha preso atto della volontà dismissiva del ricorrente. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato formalmente estinto il processo per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione, rendendo definitiva la sentenza emessa nei gradi precedenti senza necessità di esaminare i motivi dell'impugnazione.
Continua »
Distanze e rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite
Una società immobiliare impugnava la decisione d'appello che imponeva l'arretramento di un fabbricato per violazione delle distanze e accertava l'aggravamento di una servitù di passaggio a danno del vicino comproprietario. Nelle more del procedimento di legittimità, la società ha depositato l'atto di rinuncia al ricorso in Cassazione, sottoscritto e accettato dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo senza provvedere sulle spese processuali, grazie all'accordo tra i contendenti. I giudici hanno inoltre stabilito che l'estinzione per rinuncia impedisce l'applicazione del raddoppio del contributo unificato a carico della parte ricorrente.
Continua »
Rinuncia al ricorso di Cassazione: niente sanzioni con la revoca
Un indagato per concorso in estorsione aggravata si trova agli arresti domiciliari dopo una decisione del Tribunale del riesame. La difesa presenta impugnazione davanti ai giudici di legittimità per chiedere l'annullamento della misura. Successivamente il giudice per le indagini preliminari revoca completamente ogni restrizione cautelare. A seguito della libertà riacquistata, l'indagato formalizza la rinuncia al ricorso di Cassazione per sopravvenuta carenza di interesse pratico. La Suprema Corte dichiara inammissibile l'impugnazione ma non applica alcuna condanna alle spese legali o sanzioni pecuniarie. Il venir meno dell'interesse alla decisione è infatti dipeso dalla revoca intervenuta dopo il deposito dell'atto, liberando interamente la persona da oneri economici verso la cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop all’atto ed esborso
Un indagato per estorsione aggravata e furto propone ricorso contro la custodia cautelare in carcere disposta dal Tribunale del Riesame. Successivamente, il giudice sostituisce il carcere con gli arresti domiciliari. A seguito di questa attenuazione, la difesa deposita formale atto di rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità dell'impugnazione e chiarisce che la rinuncia al ricorso per cassazione comporta la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende, permanendo una misura restrittiva.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite fiscale
Una contribuente in pensione richiedeva il rimborso delle maggiori imposte trattenute sulla previdenza complementare, rivendicando l'aliquota agevolata del 15 per cento. I giudici di primo e secondo grado accoglievano la domanda della pensionata contro l'amministrazione finanziaria. L'ente fiscale proponeva quindi ricorso davanti alla Suprema Corte. Nel corso del procedimento, le parti raggiungevano un'intesa amichevole. L'Avvocatura dello Stato formalizzava la rinuncia al ricorso per cassazione, prendendo atto dell'accordo conciliativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento, confermando l'efficacia immediata della rinuncia e disponendo la compensazione totale delle spese di lite, senza applicare il raddoppio del contributo unificato a carico dell'amministrazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: fisco fermato
Un pensionato ha chiesto il rimborso delle maggiori imposte trattenute sulla pensione integrativa, invocando l'aliquota agevolata del 15%. I giudici di merito hanno accolto la domanda del contribuente contro il fisco. L'Agenzia delle Entrate ha quindi proposto impugnazione davanti ai giudici di legittimità. Successivamente, le parti hanno raggiunto un'intesa conciliativa prima dell'udienza. L'Amministrazione finanziaria ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando la definitività della sentenza favorevole al contribuente e disponendo l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione tra Fisco e contribuente
Un contribuente chiedeva il rimborso delle maggiori imposte versate sulla pensione integrativa. L'Amministrazione finanziaria rifiutava tacitamente la richiesta, ma i giudici di merito accoglievano le ragioni del cittadino. Il Fisco proponeva impugnazione davanti ai giudici di legittimità. Prima dell'udienza, le parti raggiungevano un accordo conciliativo. L'ente pubblico presentava formale rinuncia al ricorso per cassazione dopo la rinuncia del contribuente a far valere la vittoria di secondo grado. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. L'abbandono dell'impugnazione rende definitiva la vertenza, comporta la compensazione integrale delle spese di lite ed esclude sanzioni aggiuntive come il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: forma errata ma lite chiusa
Un lavoratore della scuola ha avviato una causa contro il Ministero per ottenere la conversione del rapporto o il risarcimento dei danni da reiterazione abusiva di contratti a termine. Dopo aver ottenuto la stabilizzazione e l'immissione in ruolo, il lavoratore ha presentato una rinuncia al ricorso per cassazione prima della decisione. L'atto di rinuncia non è stato però formalmente notificato all'Avvocatura dello Stato. La Suprema Corte ha dichiarato che una rinuncia non ritualmente notificata non porta all'estinzione formale della lite, ma determina l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse ad agire. I giudici hanno compensato le spese del giudizio ed escluso il versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione e spese di giustizia
Un indagato ha subito la misura della custodia in carcere per presunti reati ambientali legati alla gestione di rifiuti ferrosi. Il Tribunale del Riesame ha confermato il provvedimento cautelare. L'indagato ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione lamentando vizi di motivazione. Nelle more del procedimento, il giudice ha sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. A seguito del beneficio ottenuto, la difesa ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. I Supremi Giudici hanno preso atto della dichiarazione e hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione. La Suprema Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di cinquecento euro alla Cassa delle Ammende, poiché la rinuncia non derivava dal pieno accoglimento giurisdizionale della richiesta originaria.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: lite estinta
Un proprietario terriero ha promosso un'azione legale per ottenere la restituzione di alcuni terreni occupati da una società commerciale e la condanna al pagamento di un'indennità per l'occupazione. La società ha eccepito l'usucapione del bene. Dopo la decisione di secondo grado favorevole al proprietario, la società ha impugnato la pronuncia. Nelle more del procedimento finale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per definire bonariamente la vertenza. La società ha quindi formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal proprietario. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese di lite ed escludendo il raddoppio del contributo unificato a carico della ricorrente.
Continua »