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Rimedio Preventivo

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Provvedimenti

Durata ragionevole processo: l’inizio è la notifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25709/2025, stabilisce un principio fondamentale per calcolare la durata ragionevole processo nei procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo. Il calcolo non parte dall'opposizione, ma dalla precedente notifica del ricorso e del decreto ingiuntivo al debitore. Questa decisione, annullando una precedente pronuncia della Corte d'Appello, chiarisce che è quello il momento in cui la lite diviene pendente e inizia a decorrere il tempo ai fini della richiesta di equa riparazione per eccessiva durata, in base alla Legge Pinto.
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Rimedio preventivo: obbligo per equa riparazione
Una domanda di equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo è stata dichiarata inammissibile per non aver utilizzato il rimedio preventivo previsto dalla legge. La Cassazione conferma che l'uso di tale strumento è un onere obbligatorio per la parte, non una scelta discrezionale. Tuttavia, la Corte ha annullato la condanna alle spese legali a favore della controparte rimasta contumace.
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Equa riparazione giudizio di ottemperanza: la Cassazione
Una società di costruzioni ha richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di un procedimento, in particolare nella sua fase di esecuzione contro la P.A. (giudizio di ottemperanza). Il Ministero della Giustizia si è opposto, sostenendo che la domanda fosse inammissibile per la mancata presentazione dell'istanza di prelievo, un rimedio preventivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero, chiarendo che per i procedimenti già strutturalmente accelerati, come il giudizio di ottemperanza, l'istanza di prelievo è un adempimento inutile e la sua omissione non impedisce il diritto al risarcimento.
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