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Rilevabilità d'ufficio

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Provvedimenti

Giudicato interno: quando una decisione diventa finale?
La Corte di Cassazione ha stabilito che se un giudice di primo grado si pronuncia esplicitamente sulla tempestività di un ricorso, e tale pronuncia non viene impugnata nei termini, si forma un giudicato interno. Di conseguenza, la questione non può più essere riesaminata in appello, anche se la controparte solleva la questione con un appello incidentale tardivo. Il caso è stato rinviato al giudice d'appello per l'esame del merito.
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Legittimazione attiva: ex socio e azione per società
Un ex socio ha agito in giudizio per far dichiarare la nullità della vendita di alcuni immobili appartenenti alla sua precedente società, ormai estinta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi inferiori. Il punto chiave è la mancanza di legittimazione attiva del ricorrente, il quale ha agito a titolo personale e non come successore nei rapporti della società. La Corte ha inoltre precisato che il giudice non può rilevare d'ufficio la nullità di un contratto per sopperire al difetto di legittimazione della parte che agisce.
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Ammortamento alla francese: l’eccezione è tardiva
La Corte d'Appello di Torino ha respinto l'appello di un mutuatario contro una banca, chiarendo un punto cruciale sulla contestazione del piano di ammortamento alla francese. La Corte ha stabilito che, sebbene la nullità di un contratto possa essere rilevata d'ufficio dal giudice, tale potere non permette di introdurre per la prima volta in fase avanzata del processo contestazioni basate su nuovi fatti, come l'illegittimità del metodo di calcolo. L'eccezione è stata quindi giudicata tardiva e l'appello respinto, confermando la decisione di primo grado.
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