La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un automobilista per il reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento sull'uso di alcol e droghe. L'imputato sosteneva che il suo rifiuto non fosse stato consapevole a causa di uno stato di confusione. I giudici hanno respinto questa tesi, ritenendo che il suo tentativo di fuga, avvenuto subito prima del fermo, dimostrasse piena lucidità e la volontà di sottrarsi al controllo. Lo stato di ebbrezza non è stato considerato una scusante valida. La condanna a dieci mesi di arresto, tremila euro di ammenda e un anno di sospensione della patente è diventata quindi definitiva.
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