La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Imputata condannata per il reato di minaccia. L'Imputata aveva presentato ricorso, sostenendo che il reato fosse ormai estinto per prescrizione prima della sentenza di primo grado. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che i periodi di sospensione della prescrizione, pari a 552 giorni, hanno spostato in avanti il termine finale. Di conseguenza, la prescrizione del reato di minaccia non era ancora maturata al momento della condanna. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando l'Imputata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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