La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34892/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per appropriazione indebita. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'imputato che nega l'addebito non può limitarsi a una semplice negazione, ma ha l'onere di allegare o provare specifiche circostanze positive contrarie alle prove dell'accusa, dalle quali si possa desumere che il fatto non è avvenuto. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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