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Ricorso ex art. 625-bis c.p.p.

Definizione

Un rimedio straordinario che permette di chiedere alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale o di fatto contenuto in una sua precedente decisione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Errore di fatto in Cassazione: scatta la condanna
L'Imputato propone un ricorso straordinario sostenendo l'esistenza di un errore di fatto in Cassazione. La difesa lamenta una presunta confusione di persona con un omonimo durante l'individuazione del responsabile del reato. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che l'errore di fatto consiste esclusivamente in una svista sensoriale o in un abbaglio materiale nella lettura degli atti interni. La sentenza impugnata conteneva invece una motivazione logica e fondata su elementi oggettivi per identificare L'Imputato. Trattandosi di una contestazione sulla valutazione delle prove e non di una semplice svista percettiva, il rimedio straordinario non è applicabile. Di conseguenza, la Corte condanna L'Imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle Ammende.
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Errore di fatto: inammissibile ricorso dell’assolto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per errore di fatto presentato da un soggetto assolto, a cui era stata negata la riparazione per ingiusta detenzione. La Suprema Corte chiarisce che tale strumento processuale è riservato esclusivamente al procuratore generale e al condannato, escludendo quindi chi, come il ricorrente, è stato assolto e agisce per ottenere un indennizzo. La decisione si fonda su un'interpretazione letterale della norma, che non contempla l'imputato assolto tra i soggetti legittimati a proporre questo tipo di ricorso.
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Errore di fatto: Cassazione annulla per prescrizione
La Corte di Cassazione accoglie un ricorso per errore di fatto, revocando una propria precedente decisione. L'errore riguardava la data di consumazione di un reato-fine, confusa con la data di accertamento, con conseguenze dirette sul calcolo della prescrizione per il reato di associazione per delinquere. La Corte ha annullato la sentenza d'appello con rinvio, affinché un nuovo giudice determini correttamente il momento di cessazione dell'attività associativa e verifichi l'effettiva maturazione della prescrizione prima della sentenza di primo grado.
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