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Ricettazione Di Supporti Duplicati

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricettazione di supporti duplicati: vendere CD pirata è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un venditore accusato di ricettazione di supporti duplicati. L'uomo vendeva CD e musicassette illegalmente riprodotti, anche se provvisti di falso marchio SIAE. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: la duplicazione abusiva di opere protette da diritto d'autore è un reato. Di conseguenza, chi acquista questi supporti per rivenderli e trarne profitto commette il reato di ricettazione, che si aggiunge a quello specifico sulla violazione del copyright. L'appello del venditore è stato respinto perché infondato, rendendo la condanna definitiva e comportando il pagamento delle spese processuali e di una multa.
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CD pirata e ricettazione di supporti duplicati: condanna certa
Un soggetto è stato condannato per violazione del diritto d'autore e per la ricettazione di supporti duplicati, destinati alla vendita. Dopo aver presentato ricorso, la Corte di Cassazione ha confermato la sua colpevolezza. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le argomentazioni della difesa troppo generiche. La Corte ha sottolineato che la valutazione della pena e della pericolosità sociale dell'imputato, basata anche sui suoi precedenti penali (recidiva), era stata corretta. La condanna è quindi diventata definitiva, chiudendo la vicenda processuale a sfavore dell'imputato.
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Ricettazione di supporti duplicati: difesa generica non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto per violazione del diritto d'autore e per la ricettazione di supporti duplicati. L'imputato si era difeso sostenendo di aver prodotto autonomamente il materiale pirata, ma non ha fornito alcuna prova a sostegno di questa tesi. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, definendo la difesa generica e infondata. È stato inoltre confermato l'aumento di pena per la recidiva, data la pericolosità sociale del soggetto e i suoi precedenti specifici. La sentenza stabilisce che una semplice dichiarazione alternativa, senza prove, non è sufficiente a smontare un'accusa di ricettazione.
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