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Responsabilità Dell'Amministratore Di Condominio

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità dell’amministratore di condominio e ratifica
Un Condominio ha citato in giudizio il proprio ex amministratore chiedendo il risarcimento del danno. L'ente contestava l'inserimento arbitrario nel contratto di appalto di una clausola che consentiva l'incapsulamento dell'amianto sul tetto anziché la sua rimozione totale. La Suprema Corte ha escluso la responsabilità dell'amministratore di condominio. I giudici hanno accertato che l'assemblea aveva deliberato un budget palesemente insufficiente per smaltire l'eternit, rifiutando preventivi più onerosi. Il Condominio conosceva i limiti economici dell'intervento e ha tenuto un contegno concludente idoneo a ratificare tacitamente l'operato del gestore. La Cassazione ha respinto il ricorso del Condominio e confermato il rigetto delle pretese risarcitorie, condannando i ricorrenti alle spese processuali.
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Responsabilità dell’amministratore di condominio: zero danni
Due comproprietari creano un fondo cassa personale sul conto del condominio per future manutenzioni. Il vecchio amministratore usa questi soldi per pagare debiti comuni causati da condomini morosi. I proprietari chiedono i danni, ma l'assemblea condominiale reinserisce il fondo nel bilancio successivo, riconoscendo il loro credito. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dei proprietari, escludendo la responsabilità dell'amministratore di condominio per risarcimento danni. Poiché il condominio ha formalmente riconosciuto il credito dei proprietari nel bilancio, non sussiste un danno patrimoniale effettivo. I proprietari possono compensare il credito con le spese future o chiederne la restituzione al condominio, senza poter pretendere il risarcimento diretto dall'ex amministratore.
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Responsabilità dell’amministratore di condominio: paga l’inerzia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni inflitta a un'ex amministratrice di condominio. La professionista era rimasta inerte per ben sette mesi di fronte a consumi idrici palesemente anomali, aggravando il debito del condominio. La Suprema Corte ha dichiarato improcedibile il ricorso dell'amministratrice perché depositato oltre il termine di venti giorni dalla notifica. I giudici hanno chiarito che, in presenza di più parti collegate da un vincolo processuale necessario, la notifica della sentenza effettuata da una sola parte fa decorrere il termine breve per impugnare nei confronti di tutti i soggetti coinvolti. Di conseguenza, l'omesso rispetto dei termini ha comportato il passaggio in giudicato della condanna, confermando la piena responsabilità dell'amministratore di condominio per la propria negligenza nella gestione delle utenze comuni.
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