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Residenza Anagrafica

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Provvedimenti

Esenzione ICI abitazione principale: no se non si dimora
Una contribuente, proprietaria di un unico immobile ma con residenza anagrafica in un altro comune per lavoro, si è vista negare l'esenzione ICI per l'abitazione principale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che per ottenere il beneficio fiscale non è sufficiente possedere una sola casa, ma è indispensabile dimostrare di viverci abitualmente. La residenza anagrafica, pur essendo una presunzione, ha prevalso in assenza di prove contrarie che attestassero la dimora effettiva nell'immobile oggetto di tassazione.
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Esenzione IMU abitazione principale: residenza e nucleo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro la decisione che riconosceva l'esenzione IMU abitazione principale a una contribuente. Il Comune sosteneva che la contribuente, pur vivendo nel suo appartamento, fosse anagraficamente inserita nel nucleo familiare del fratello, residente in un'altra unità dello stesso stabile. La Corte ha stabilito che la valutazione della residenza effettiva è una questione di fatto, non riesaminabile in sede di legittimità, confermando così il diritto della contribuente all'esenzione.
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Residenza Fiscale: il centro interessi vitali vince
Un ciclista professionista straniero è stato ritenuto fiscalmente residente in Italia, nonostante avesse un'abitazione nel suo paese d'origine. La Cassazione ha confermato la decisione basandosi sul criterio del 'centro degli interessi vitali', evidenziato dalla residenza anagrafica, utenze, auto e presenza della famiglia in Italia. La Corte ha stabilito che la motivazione dei giudici di merito era completa e che la prova della residenza fiscale era stata correttamente valutata.
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Notifica istanza di fallimento: vale la dimora di fatto
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della validità della notifica dell'istanza di fallimento, la dimora di fatto prevale sulla residenza anagrafica. Nel caso esaminato, un socio illimitatamente responsabile aveva contestato la notifica ricevuta presso un'abitazione diversa dalla sua residenza ufficiale. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che le risultanze anagrafiche hanno un valore meramente presuntivo e possono essere superate da prove contrarie, come le constatazioni dell'ufficiale giudiziario. Spetta al destinatario dell'atto dimostrare che il luogo della notifica non corrispondeva alla sua dimora abituale. La Corte ha anche chiarito che la nomina di un amministratore giudiziario non esclude la necessità di notificare l'istanza all'amministratore della società.
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