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Residenza abituale

Definizione

È il luogo in cui il minore ha il centro effettivo della sua vita e dei suoi interessi. Non coincide necessariamente con la residenza anagrafica ed è un concetto chiave per stabilire se un trasferimento è illecito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Affidamento in prova all’estero: serve la residenza effettiva
Un condannato richiede di svolgere l'affidamento in prova all'estero in Spagna, dove possiede un immobile per locazioni turistiche. Il Tribunale di Sorveglianza nega l'esecuzione oltre confine e dispone la misura in Italia, rilevando l'assenza di residenza abituale e di iscrizione consolare. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'uomo. Per attuare una misura alternativa in uno Stato dell'Unione Europea, la legge richiede una residenza legale provata dall'iscrizione all'A.I.R.E. La mera titolarità di una casa vacanze non garantisce il controllo e la presa in carico da parte dei servizi sociali esteri. Il condannato deve quindi eseguire la prova in Italia.
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Trattenimento Illecito di Minore: No se la Madre Firma l’Autorizzazione
Una coppia, madre giapponese e padre italiano, si trasferisce dal Giappone in Italia con la figlia minore. In seguito, la madre accusa il padre di trattenimento illecito di minore e chiede il rimpatrio della bambina. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che non vi fu alcun illecito. La decisione si basa su prove concrete, come un'autorizzazione scritta a tempo indeterminato e la richiesta di carta d'identità italiana, entrambe firmate dalla madre. Questi atti dimostravano un accordo comune per stabilire la residenza permanente della figlia in Italia, rendendo legittima la sua permanenza con il padre. Il ripensamento della madre non può trasformare un accordo iniziale in un illecito.
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Giurisdizione minori: residenza abituale prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 663/2023, ha stabilito che in materia di responsabilità genitoriale per minori con doppia cittadinanza, la giurisdizione spetta al giudice dello Stato di residenza abituale dei bambini. Questo criterio, basato sul principio di vicinanza e sull'interesse superiore del minore, è inderogabile e non può essere modificato neanche con il consenso dei genitori. La Corte ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente affermato la giurisdizione italiana in un caso di separazione riguardante minori residenti negli Stati Uniti, chiarendo che le norme della Convenzione dell'Aja del 1961 prevalgono.
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Giurisdizione obbligazioni alimentari: decide l’Italia
Una coppia, divorziata in Albania, vive in Italia con i figli. La ex moglie chiede la revisione dell'assegno di mantenimento per i figli. L'ex marito contesta la competenza dei tribunali italiani. La Corte di Cassazione, applicando il Regolamento CE n. 4/2009, stabilisce che la giurisdizione per le obbligazioni alimentari spetta al giudice italiano, in quanto sia il creditore (la madre e i figli) sia il debitore (il padre) hanno la loro residenza abituale in Italia.
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