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Reddito da lavoro dipendente

Definizione

L'insieme di tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sconto energia ex dipendenti IRPEF: beneficio o reddito tassabile?
Un ex dipendente ha chiesto il rimborso IRPEF per gli sconti sull'energia elettrica ricevuti dall'ex datore di lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questa richiesta, sostenendo che tali sconti fossero reddito tassabile. La Commissione Tributaria Regionale aveva inizialmente dato ragione al Contribuente. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che lo sconto energia ex dipendenti IRPEF, anche se concesso a pensionati, costituisce reddito di lavoro dipendente e deve essere tassato. Pertanto, il Contribuente non aveva diritto al rimborso.
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Tassazione delle stock option: niente sconti con la rivalutazione
Un dipendente riceveva diritti di stock option nel 2004 e ne rivalutava il valore nel 2005 versando un'imposta sostitutiva. Nel 2006 esercitava i diritti e rivendeva immediatamente le azioni. Il datore di lavoro applicava la ritenuta IRPEF sull'intero guadagno considerandolo reddito da lavoro dipendente. Il contribuente chiedeva il rimborso all'Agenzia delle Entrate, rivendicando il vecchio regime fiscale o la deduzione del valore rivalutato dalla base imponibile. La Corte di Cassazione ha respinto le richieste del lavoratore, confermando che la tassazione delle stock option si determina al momento dell'esercizio del diritto e che il guadagno costituisce reddito da lavoro dipendente, rendendo del tutto inutilizzabile la rivalutazione prevista per le sole plusvalenze finanziarie.
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Tassazione delle stock option: lavoro dipendente o capital gain?
Un dirigente, licenziato dall'azienda, stipula un accordo transattivo ricevendo una somma a titolo di risarcimento per il mancato esercizio di stock option. Il contribuente chiede il rimborso delle imposte, sostenendo l'applicazione dell'aliquota agevolata del 12,50% tipica dei capital gain. L'Amministrazione Finanziaria rifiuta, applicando la tassazione ordinaria IRPEF sui redditi da lavoro dipendente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'ufficio tributario, stabilendo che la tassazione delle stock option deve seguire il regime ordinario del lavoro dipendente. Le somme corrisposte come indennità sostitutiva del diritto di sottoscrizione non costituiscono plusvalenze finanziarie esenti o agevolate, e un accordo transattivo privato non può modificare la natura fiscale del reddito originario.
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Tassazione Stock Option: Rivalutazione Negata e Rimborso Perduto
Un dipendente aveva pagato un'imposta sostitutiva per rivalutare le sue stock option, credendo di poterle trattare come partecipazioni azionarie. La Corte di Cassazione ha chiarito che la corretta tassazione stock option segue le regole del reddito da lavoro dipendente, non quelle delle plusvalenze finanziarie. Di conseguenza, la rivalutazione non era permessa e l'imposta non era dovuta fin dall'inizio. Poiché il contribuente ha chiesto il rimborso oltre il termine di 48 mesi dal pagamento, ha perso il diritto alla restituzione delle somme versate. La vittoria è andata all'Agenzia delle Entrate.
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Tassazione previdenza complementare: guida rimborsi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione previdenza complementare per i cosiddetti vecchi iscritti deve seguire il regime della tassazione separata. Il caso riguardava un ex dipendente bancario che aveva richiesto il rimborso dell'IRPEF versata sulla liquidazione in capitale del proprio fondo pensione (cd. zainetto). La Corte ha chiarito che tale somma, derivando geneticamente dal rapporto di lavoro, non costituisce reddito da capitale ma reddito da lavoro dipendente. Di conseguenza, l'aliquota applicabile è quella prevista per il trattamento di fine rapporto (TFR), confermando la legittimità del prelievo fiscale operato dal fondo e respingendo definitivamente la richiesta di rimborso del contribuente.
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Cessione del credito: tassazione e ritenute fiscali
Una contribuente ha acquistato crediti da lavoro dipendente vantati verso una società in fallimento. Al momento del pagamento da parte della curatela, è stata applicata la ritenuta d'acconto prevista per i redditi da lavoro. La contribuente ha richiesto il rimborso, sostenendo che la **cessione del credito** avesse trasformato la natura del reddito in 'reddito diverso', non soggetto a tale ritenuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il trasferimento del credito non muta la sua natura fiscale originaria e che l'obbligo di ritenuta permane in capo al sostituto d'imposta anche se il pagamento avviene a favore di un terzo cessionario.
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Rimborso spese trasferta: quando non è reddito
Un dipendente riceveva un rimborso spese trasferta giornaliero per recarsi in una sede di lavoro temporanea. L'Agenzia delle Entrate lo riteneva reddito tassabile, ma la Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore. La Suprema Corte ha chiarito che il rimborso spese trasferta, se documentato, ha natura risarcitoria e non contribuisce a formare il reddito imponibile. La Corte ha inoltre accolto il ricorso del contribuente riguardo all'ingiustificata compensazione delle spese legali.
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