LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Recidiva Reiterata Specifica

Definizione

Aggravante che si contesta a chi, essendo già stato condannato più di una volta per dei reati, commette un altro reato della stessa indole. È considerata una forma di recidiva qualificata che preclude l'accesso ad alcuni benefici.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 124 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 84% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 8%
  • Rigettato 6%
  • Inammissibile 84%
  • Altro 2%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 781%
  • Penale Sez. 211%
  • Penale Sez. 58%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 1489/2020in 7 provvedimenti
  • Cass. 57755/2018in 4 provvedimenti
  • Cass. S.U. 35738/2010in 6 provvedimenti
  • Cass. S.U. 5859/2011in 3 provvedimenti
  • Cass. 33299/2016in 3 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Niente rapina di lieve entità se la minaccia usa la fama criminale
Un uomo ha commesso una rapina consumata sottraendo uno smartphone e un tentativo di rapina chiedendo tutto il denaro a un'altra persona. Durante le azioni, pur restando a bordo della propria auto senza violenze fisiche, l'aggressore ha fatto leva sul proprio cognome di nota fama criminale per spaventare le vittime. La Corte di appello ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione, negando l'attenuante speciale della rapina di lieve entità ed escludendo una circostanza aggravante senza però ridurre la pena, bilanciando le attenuanti generiche con la pesante recidiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la condanna e infliggendo tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Espulsione violata e applicazione della recidiva: pena confermata
L'imputato ha presentato ricorso per contestare l'applicazione della recidiva reiterata specifica infraquinquennale, applicata per aver violato l'ordine di espulsione dal territorio dello Stato. La difesa sosteneva che i giudici di merito non avessero valutato concretamente la sua reale pericolosità sociale prima di aumentare la pena. La Corte di Cassazione ha respinto la doglianza dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno accertato che l'uomo aveva già riportato precedenti condanne per il medesimo reato in un ristretto arco temporale. Inoltre, le modalità del nuovo arresto hanno confermato la piena indifferenza alle regole della convivenza civile. La Suprema Corte ha convalidato la decisione e condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto in abitazione aggravato: condanna ferma e ricorso respinto
L'imputata ha subito una condanna per il reato di furto in abitazione aggravato, con l'applicazione della recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale. I giudici di merito hanno accertato la responsabilità penale della donna per l'intrusione e la sottrazione di beni in un'abitazione privata. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un presunto vizio logico nella motivazione della sentenza impugnata. La Suprema Corte ha giudicato l'impugnazione del tutto priva di specificità. I motivi proposti riproducevano fedelmente le medesime contestazioni già sollevate e respinte in appello, senza sviluppare una reale critica verso la decisione contestata. Per queste ragioni, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ha confermato la condanna penale e ha imposto alla ricorrente il pagamento delle spese del procedimento insieme a una sanzione di tremila euro.
Continua »
Furto in abitazione aggravato: niente sconti di pena
Due imputati hanno proposto ricorso per cassazione contro la condanna per furto in abitazione aggravato. Il primo imputato contestava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la mancata esclusione della recidiva qualificata. Il secondo imputato richiedeva invece la prevalenza delle attenuanti generiche rispetto all'aggravante, avanzando una richiesta mai formulata durante il giudizio di secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. I giudici hanno confermato che la presenza di molteplici precedenti penali e la violazione delle restrizioni cautelari giustificano il rigetto dei benefici. Inoltre, la richiesta inedita del secondo ricorrente viola le regole processuali. I due condannati dovranno versare le spese di giudizio e tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di truffa nei viaggi: vacanze fantasma e prescrizione
Un gestore di fatto di un'agenzia di viaggi vendeva pacchetti vacanza incassando acconti e saldi, pur sapendo che la società si trovava in grave crisi economica. L'operatore non prenotava i servizi promessi e rifiutava la restituzione del denaro. La Corte di Cassazione ha confermato la penale responsabilità dell'uomo per il reato di truffa, ritenendo comprovati gli artifizi e i raggiri ai danni dei viaggiatori. Tuttavia, i giudici hanno dichiarato prescritto un singolo episodio privo di recidiva, mantenendo ferma la condanna per gli altri capi assistiti da recidiva aggravata e rinviando gli atti per il solo ricalcolo della pena.
Continua »
Trasferimento fraudolento di valori: beni ai parenti e condanna
L'imputato rispondeva del reato di trasferimento fraudolento di valori per aver fatto costruire e intestare fittiziamente alcuni immobili a propri familiari. I giudici di merito hanno accertato la sproporzione tra i costi dei fabbricati e i redditi leciti del nucleo familiare, condannando l'uomo e disponendo la confisca dei beni. L'imputato ha proposto ricorso per Cassazione eccependo la prescrizione dei reati, contestando la valutazione delle prove e dolendosi della confisca di un immobile abusivo già acquisito al patrimonio comunale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. La recidiva specifica e reiterata prolunga i termini di prescrizione, impedendo l'estinzione del reato. I giudici hanno inoltre confermato la piena coerenza della motivazione d'appello, rendendo definitiva la condanna a quattro anni e dieci mesi di reclusione.
Continua »
Applicazione della recidiva: furti e carta bancomat
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per due episodi di furto e per l'utilizzo indebito di una carta bancomat. L'imputato contestava la mancata esclusione dell'aggravante della recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale, lamentando difetti di motivazione nella sentenza di secondo grado. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile per genericità delle censure. La sentenza di merito ha infatti motivato in modo corretto la pericolosità sociale dell'autore, evidenziando la pluralità degli illeciti e la stretta vicinanza cronologica con i precedenti penali. La decisione conferma la piena e legittima applicazione della recidiva, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Prescrizione del Reato: La Recidiva Estende i Termini del Furto
Un Lavoratore, condannato per furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta `prescrizione del reato`. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la `prescrizione del reato` non era scaduta a causa della `recidiva reiterata specifica` del Lavoratore, che estendeva il termine fino al 2037, nonostante il riconoscimento di circostanze attenuanti generiche. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Truffa e Recidiva: la Non Punibilità per Tenuità del Fatto è esclusa
Un Tribunale aveva dichiarato la non punibilità per tenuità del fatto di un imputato, accusato di truffa, nonostante avesse precedenti per recidiva reiterata specifica. Il Procuratore Generale ha impugnato questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la non punibilità per tenuità del fatto non si applica in presenza di recidiva reiterata specifica. Questo perché la recidiva indica un comportamento abituale e una maggiore pericolosità sociale. L'imputato aveva diverse condanne per reati simili (furto, ricettazione, truffa). La Cassazione ha quindi annullato la sentenza, rinviando il caso per la determinazione della pena.
Continua »
Recidiva Penale: Ricorso Inammissibile, Precedenti Condanne Determinanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'applicazione della recidiva penale. L'imputato aveva impugnato una sentenza che gli riconosceva la recidiva reiterata e specifica, basandosi sulle sue numerose condanne precedenti e sulla sua propensione a commettere reati. La Suprema Corte ha ritenuto che la motivazione dei giudici di merito fosse logica e sufficiente. Pertanto, il ricorso non poteva essere esaminato. L'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: furto e recidiva seriale
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un individuo condannato per furto semplice con l'aggravante della recidiva reiterata specifica ed infra-quinquennale. La difesa dell'imputato chiedeva l'esclusione della punibilità tramite la particolare tenuità del fatto, sostenendo la risalenza temporale dei precedenti penali. I giudici hanno invece rilevato una chiara sequenza seriale di reati contro il patrimonio nel passato dell'imputato, elemento che smentisce l'occasionalità della condotta. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la condanna, obbligando il colpevole al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso Penale Inammissibile: La Genericità Costa Cara all’Imputato
Un Imputato, già condannato per lesioni personali aggravate, ha presentato ricorso in Cassazione. Ha lamentato la mancata dichiarazione di prescrizione del reato e vizi di motivazione sulla valutazione delle prove. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ritenuto le doglianze troppo generiche. La prescrizione non era maturata, anche per la recidiva reiterata specifica. Le motivazioni della condanna erano esaustive. L'Imputato dovrà pagare le spese processuali e risarcire la Parte Civile.
Continua »
Prescrizione del reato: la recidiva ribalta la sentenza di non procedibilità
Il Tribunale di Bergamo aveva dichiarato la non procedibilità per un Lavoratore, ritenendo il reato estinto per Prescrizione del reato. Tuttavia, il Procuratore Generale ha contestato questa decisione, evidenziando che il Tribunale non aveva considerato la recidiva reiterata specifica del Lavoratore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la presenza di recidiva allunga i termini di Prescrizione del reato. Di conseguenza, il reato non era ancora prescritto. La sentenza è stata annullata con rinvio al Tribunale di Bergamo per un nuovo esame.
Continua »
Esigenze cautelari di eccezionale rilevanza: carcere per la madre
Un'indagata per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti ha contestato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La difesa ha chiesto gli arresti domiciliari anche fuori regione, evidenziando che l'indagata è madre di figli minori di sei anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno confermato la presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza a causa del ruolo direttivo stabile della donna nell'organizzazione criminale, della sua elevata professionalità nel reato e del pericolo concreto di reiterazione anche a distanza. La tutela genitoriale cede dunque di fronte alla necessità inderogabile di prevenzione sociale.
Continua »
Spaccio di lieve entità: l’organizzazione nega lo sconto
Due imputati hanno proposto ricorso contro la condanna per reati in materia di stupefacenti. Il primo imputato chiedeva la riqualificazione della condotta in spaccio di lieve entità e contestava l'applicazione della recidiva specifica. Il secondo imputato lamentava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. I giudici hanno accertato una gestione organizzata dello spaccio, caratterizzata da serialità, concorso di più persone, quantità non irrilevante di sostanza e sequestro di cospicue somme di denaro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi per manifesta infondatezza e genericità. I ricorrenti hanno subito la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reciproca aggressione: la Cassazione conferma la responsabilità penale
Un individuo era stato condannato per tentato omicidio, poi il reato è stato riqualificato in lesione personale grave. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la sua responsabilità e la mancata acquisizione di una perizia medico-legale. L'imputato sosteneva che anche la vittima lo avesse aggredito, invocando la reciproca aggressione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione delle prove non è compito della Cassazione e che la reciproca aggressione non esclude la responsabilità penale per le lesioni causate. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: il tentato furto e la motivazione generica
Un individuo, inizialmente condannato per furto aggravato, ha visto il suo reato riqualificato in tentato furto dalla Corte d'Appello, con conseguente riduzione della pena. Ha poi presentato ricorso in Cassazione lamentando una motivazione troppo generica della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ritenendolo a sua volta troppo generico e privo di specifiche contestazioni. Di conseguenza, l'individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Violazione Sorveglianza Speciale: Ricorso Inammissibile per Recidiva
Il Ricorrente è stato condannato per reiterate violazioni della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. La Corte d'Appello aveva riconosciuto le attenuanti generiche, ma le aveva considerate equivalenti alla recidiva contestata. Il Ricorrente ha impugnato la sentenza, sollevando questioni su prescrizione, configurabilità del reato, riconoscimento della recidiva e applicazione delle attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la serialità delle condotte e la recidiva reiterata specifica impediscono la prescrizione e giustificano la condanna, confermando la corretta valutazione della Corte d'Appello.
Continua »
Truffa e Recidiva: La Procedibilità d’Ufficio Prevale sulla Querela
Il Tribunale di Firenze aveva erroneamente archiviato un caso di truffa a seguito della remissione di querela. Il Pubblico Ministero ha impugnato, sostenendo la **procedibilità d'ufficio** del reato a causa della recidiva reiterata specifica dell'Accusato. La Corte di Cassazione ha confermato che la recidiva qualificata rende il reato procedibile d'ufficio, annullando la sentenza del Tribunale e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sulla sussistenza della recidiva.
Continua »
Reato di truffa: patente e vaglia incastrano l’imputata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imputata condannata per il reato di truffa aggravato da recidiva reiterata specifica. La vicenda riguardava un raggiro in cui la persona offesa aveva inviato un vaglia postale dopo aver ricevuto la copia del documento di guida dell'autrice del fatto. L'imputata risultava l'unica beneficiaria della somma riscossa e la difesa non ha offerto alcuna ricostruzione alternativa credibile. I giudici hanno chiarito che reiterare le stesse argomentazioni già respinte nei precedenti gradi di giudizio rende il ricorso nullo per difetto di specificità. La Suprema Corte ha confermato la condanna e l'applicazione della recidiva, sanzionando la ricorrente con il pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »