La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per aver impiegato tre operai extracomunitari senza regolare permesso di soggiorno. La Corte ha stabilito che assumere lavoratori 'in nero', senza contratto né verifica dei documenti, equivale ad accettare il rischio della loro condizione irregolare. La decisione conferma che il datore di lavoro non può invocare l'ignoranza per sfuggire alla responsabilità penale per il reato di lavoro irregolare stranieri. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »