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Reato Di Usura Ed Estorsione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato di usura ed estorsione: la Cassazione conferma le condanne
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di usura ed estorsione aggravata dal metodo mafioso a carico di più soggetti. Gli imputati avevano concesso somme di denaro a tassi spropositati a diversi imprenditori e cittadini in difficoltà, pretendendo il versamento di quote mensili e imponendo richieste estorsive mediante minacce e pressioni criminali. La difesa contestava la credibilità delle vittime, la sussistenza dello stato di bisogno e l'aggravante mafiosa, chiedendo una rivalutazione delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ribadendo che in presenza di una doppia decisione conforme di merito non è consentito richiedere un nuovo esame dei fatti. I giudici hanno confermato la piena validità probatoria delle dichiarazioni delle vittime e delle intercettazioni, condannando i ricorrenti alle spese processuali e al versamento di una sanzione economica.
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Reato di usura ed estorsione: colpevolezza e aggravanti
La Corte di Cassazione ha esaminato la vicenda di due soggetti condannati in sede di merito per il reato di usura ed estorsione ai danni di una vittima. I giudici di legittimità hanno confermato la solidità dell'impianto probatorio relativo alla responsabilità dei due imputati, rigettando le contestazioni sulle dichiarazioni testimoniali e sulla ricostruzione dei prestiti a tassi usurari. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto parzialmente i ricorsi difensivi, rilevando una carenza di motivazione riguardo all'applicazione di specifiche circostanze aggravanti, tra cui l'aggravante del concorso di più persone riunite e le condizioni personali previste dalla disciplina sull'usura. La Corte ha quindi annullato la pronuncia impugnata limitatamente a tali profili e al calcolo della pena, rinviando gli atti alla Corte di Appello per una nuova e più rigorosa valutazione.
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Reato di usura ed estorsione: condanna ferma per ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di usura ed estorsione alla pena di tre anni e sei mesi di reclusione. I giudici di merito avevano accertato la responsabilità penale basandosi sulle dichiarazioni della persona offesa, sul ritrovamento di assegni bancari e sulle intercettazioni telefoniche. La difesa ha impugnato la decisione lamentando un generico vizio di motivazione. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi di ricorso erano del tutto generici e non contestavano in modo specifico le argomentazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Reato di usura ed estorsione: condanne definitive in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due soggetti accusati di reato di usura ed estorsione. Gli imputati avevano presentato ricorso sostenendo che i fatti fossero stati ricostruiti in modo errato e chiedendo che la condotta fosse considerata come un semplice esercizio arbitrario delle proprie ragioni (farsi giustizia da soli). La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, sottolineando che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove in sede di legittimità (davanti alla Cassazione). Inoltre, i giudici hanno ribadito che la determinazione della pena spetta esclusivamente al giudice di merito, purché sia adeguatamente motivata e non illogica. Di conseguenza, le condanne sono diventate definitive e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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