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Reato Di Uccellagione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato di uccellagione: condannato anche senza catturare uccelli
Un uomo è stato condannato per il reato di uccellagione dopo essere stato sorpreso vicino a una rete abusiva per volatili, con richiami vietati e un pettirosso impigliato. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di non aver installato le reti e di essersi limitato a liberare l'animale su richiesta delle forze dell'ordine, contestando l'assenza di prove dirette a suo carico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la condanna penale. I giudici hanno chiarito che il reato di uccellagione è una fattispecie di pericolo a consumazione anticipata: non occorre accertare la cattura materiale degli uccelli né la posa fisica delle reti, poiché basta qualsiasi atto diretto alla cattura indiscriminata con mezzi non consentiti. L'insieme degli indizi gravi, precisi e concordanti ha dimostrato la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio.
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Reato di uccellagione: caccia con reti e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un cacciatore per il reato di uccellagione mediante l'uso di reti non consentite e per l'abbattimento illegale di fauna selvatica, compreso un esemplare di pettirosso (specie particolarmente protetta) e diversi fringuelli. La difesa contestava la qualificazione giuridica dei fatti e richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: i motivi erano generici e meramente reiterativi di quanto già disatteso in appello. I giudici hanno escluso la tenuità dell'offesa vista la pluralità di catture e l'intensità del dolo manifestata attraverso l'allestimento mirato della rete, confermando la sanzione e disponendo il pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Reato di Uccellagione: Presa di Nidi a Mani Nude è Reato Grave
La Corte di Cassazione ha stabilito che anche il prelievo di un gran numero di uccellini appena nati direttamente dai nidi, e a mani nude, configura il grave **reato di uccellagione**. Un soggetto era stato condannato per aver detenuto 320 piccoli di uccelli selvatici. La difesa sosteneva che tale condotta non rientrasse nella definizione di uccellagione. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che la legge intende punire qualsiasi sistema di cattura di massa, diverso dall'uso di armi, che provochi un indiscriminato impoverimento della fauna e sofferenza agli animali. La condanna è stata quindi confermata, poiché l'azione ha impedito a centinaia di esemplari di raggiungere l'età adulta, causando un danno grave all'ecosistema.
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Reato di uccellagione: quando è reato permanente?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di uccellagione e detenzione di fauna protetta. La sentenza stabilisce che l'uccellagione è un reato a consumazione anticipata che può assumere carattere permanente, perdurando fino al sequestro degli strumenti di cattura. Viene inoltre ribadito che l'onere di provare la provenienza lecita degli animali selvatici detenuti spetta all'imputato e non all'accusa. La Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso sulla violazione del diritto di difesa, chiarendo che la data di accertamento indicata nell'imputazione non limita la contestazione all'intera durata della condotta illecita.
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