Definizione
Condotta di chi sostituisce o trasferisce denaro o beni di provenienza illecita, o compie altre operazioni per ostacolarne l'identificazione.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 114 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 77% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 12%
- Rigettato 11%
- Inammissibile 77%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Penale Sez. 253%
- Penale Sez. 746%
- Penale Sez. 62%
Precedenti più richiamati
- Cass. 25924/2017in 4 provvedimenti
- Cass. 41517/2024in 3 provvedimenti
- Cass. 29002/2020in 4 provvedimenti
- Cass. 21687/2019in 5 provvedimenti
- Cass. 546/2011in 4 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
L'Imputato ha messo a disposizione il proprio conto corrente bancario per consentire a soggetti terzi di depositare rilevanti somme di denaro, poi prontamente trasferite altrove senza vincoli di importo o di tempo. I giudici di merito hanno condannato l'uomo ritenendo che tale condotta dimostri la piena consapevolezza, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, dell'origine illecita dei fondi. Il ricorso dell'interessato contesta la sussistenza della responsabilità penale. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di riciclaggio, dichiarando inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza. Chi presta il proprio conto per movimentare capitali sospetti risponde del reato e deve pagare le spese legali e la sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per il reato di riciclaggio di un autocarro rubato. Il veicolo presentava il telaio contraffatto e una targa diversa. La difesa sosteneva che mancasse la prova materiale dell'alterazione da parte dell'imputato e chiedeva di riqualificare il fatto in ricettazione, oltre a richiedere l'applicazione di pene sostitutive. I giudici hanno invece accertato che l'uomo aveva utilizzato pezzi di un proprio furgone bruciato anni prima per camuffare quello rubato. Tale collegamento dimostra la paternità diretta della manomissione. I giudici hanno inoltre escluso le pene sostitutive a causa della gravità della condotta, dell'entità del danno e dei precedenti penali specifici dell'autore.
Continua »
La Suprema Corte ha confermato la condanna per il reato di riciclaggio a carico di soggetti che versavano sui propri conti bancari assegni provento dell'usura praticata da un terzo, successivamente deceduto. Gli imputati sostenevano la semplice ricettazione e l'assenza di condanna definitiva per l'usura presupposta. I giudici hanno chiarito che versare denaro illecito in banca integra riciclaggio anche se l'operazione risulta tracciabile, poiché il denaro sporco viene sostituito con disponibilità bancarie pulite. Inoltre, non occorre una condanna irrevocabile per il reato presupposto, bastando un accertamento incidentale. La Corte ha però annullato con rinvio la confisca dei beni di un'imputata per verificare la provenienza dai soli fatti non prescritti.
Continua »
Due soggetti hanno aperto conti correnti personali per accogliere somme di denaro provento di reato. Su tali conti sono confluiti diversi accrediti illeciti. I titolari hanno chiesto la riqualificazione del fatto nei meno gravi delitti di ricettazione o di favoreggiamento reale, sostenendo inoltre l'esistenza di una sola violazione penale. La Corte di Cassazione ha respinto le difese e confermato la condanna. L'apertura e la messa a disposizione di un rapporto bancario per schermare fondi sporchi realizza a tutti gli effetti il reato di riciclaggio. Tale illecito richiede solo la condotta idonea a confondere l'origine dei beni. La presenza di ripetuti versamenti autonomi giustifica la contestazione di più reati distinti.
Continua »
L'Imputato ha subito una condanna per il reato di riciclaggio e per furto aggravato. La vicenda nasce dalla contraffazione delle targhe di un'automobile rubata e da un furto notturno compiuto all'interno di un'area di cantiere isolata. La difesa ha impugnato la condanna davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo che l'uomo ignorasse la contraffazione delle targhe e contestando sia l'aggravante della minorata difesa sia l'applicazione della recidiva. I giudici supremi hanno respinto ogni richiesta difensiva. La Corte ha chiarito che il ricorso mirava a ottenere un nuovo esame delle prove, operazione vietata in sede di legittimità. Inoltre, la specifica collocazione del cantiere e i gravi precedenti penali dell'uomo confermano la fondatezza dell'aggravante e la sua pericolosità sociale. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato l'uomo al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
I giudici hanno condannato l'imputato per il reato di riciclaggio e per possesso di documenti falsi dopo la manomissione e la vendita di un camper rubato. L'uomo aveva presentato una finta denuncia di smarrimento di targhe e documenti, modificato l'aspetto del veicolo e ceduto il mezzo a una concessionaria. La difesa chiedeva di derubricare l'accusa in semplice ricettazione e segnalava l'estinzione dell'illecito documentale. La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la colpevolezza per il reato di riciclaggio, poiché le condotte attive impedivano di risalire all'origine delittuosa del bene. Tuttavia, i giudici hanno dichiarato prescritto il reato relativo ai documenti contraffatti e hanno disposto un nuovo giudizio d'appello unicamente per ridurre la sanzione complessiva.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di riciclaggio. La difesa contestava la sussistenza dell'elemento psicologico del delitto e la configurazione giuridica dei fatti, sostenendo una lettura alternativa degli indizi raccolti nei precedenti gradi di giudizio. I Supremi Giudici hanno ribadito che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove in sede di legittimità quando la corte territoriale ha motivato la decisione in modo logico e coerente. L'imputato perde definitivamente la causa, subisce la conferma della condanna penale ed è tenuto al pagamento delle spese di lite e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per reato di riciclaggio a carico di diversi soggetti che avevano attivato carte prepagate per ricevere somme provento di una truffa. I ricorrenti sostenevano l'insussistenza del reato consumato per il mancato prelievo del denaro, bloccato dal sistema, e per l'assenza di operazioni di ripulitura. I giudici hanno stabilito che la semplice messa a disposizione di una carta di pagamento a proprio nome integra pienamente il delitto, poiché il frazionamento e l'intestazione fittizia ostacolano la tracciabilità delle somme. Anche l'incasso non riuscito di vaglia integra il tentativo. Tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili con condanna alle spese.
Continua »
Due imputati hanno subito una condanna per il reato di riciclaggio per aver circolato a bordo di un'autovettura rubata sulla quale era stata montata una targa estera appartenente a uno di loro. I difensori hanno proposto ricorso per cassazione, sostenendo l'assenza del dolo, la buona fede dei soggetti e chiedendo la riqualificazione del fatto in ricettazione o favoreggiamento. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che applicare targhe personali su un mezzo privo di documenti ostacola l'individuazione della provenienza delittuosa. Inoltre, la mancata o inattendibile giustificazione sul possesso del bene costituisce prova dell'intenzione di occultare l'origine illecita del veicolo.
Continua »
Un uomo riceveva due assegni per un valore complessivo di 50.000 euro, sottratti a una persona vulnerabile tramite circonvenzione di incapace. L'imputato versava il denaro sul proprio conto corrente italiano, tratteneva una commissione del 5% e bonificava l'importo residuo verso la Svizzera per acquistare quote societarie fittizie. La difesa chiedeva la riqualificazione dei fatti in ricettazione, sostenendo la piena tracciabilità dei bonifici bancari e l'assenza di dolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno confermato la condanna per il reato di riciclaggio, ribadendo che qualsiasi trasferimento frazionato di somme illecite volto a ostacolarne la provenienza integra la condotta criminosa, a prescindere dall'uso di canali bancari ufficiali.
Continua »
Un individuo è stato condannato in via definitiva per il Reato di riciclaggio dalla Corte d'Appello di Roma. Il condannato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la motivazione della sentenza fosse insufficiente o contraddittoria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la Corte d'Appello aveva fornito una motivazione chiara e completa, confermando la piena responsabilità dell'imputato per il Reato di riciclaggio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Un individuo è stato condannato per il reato di riciclaggio di 240.000 euro, provento di una truffa. Aveva occultato il denaro attraverso operazioni bancarie apparentemente lecite, usando società inesistenti e intermediari per ostacolare l'identificazione della provenienza illecita. La Corte d'Appello aveva confermato la responsabilità, riducendo solo la pena detentiva per le circostanze attenuanti generiche. La Cassazione ha confermato la condanna per riciclaggio ma ha annullato la sentenza limitatamente alla pena pecuniaria, riducendola a 1500 euro, poiché le attenuanti avrebbero dovuto ridurre anche la multa.
Continua »
Due individui sono stati condannati per il reato di riciclaggio. Hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando la violazione di legge e il vizio di motivazione, sostenendo l'assenza dell'elemento soggettivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le contestazioni fossero mere doglianze di fatto, non questioni di diritto. Per questo motivo, la Corte ha confermato le condanne e ha imposto ai ricorrenti il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte d'Appello aveva condannato un'Imputata al risarcimento di 200.000 euro per il Reato di riciclaggio in favore di due Parti Civili. L'Imputata ha presentato ricorso alla Corte Suprema. Durante il processo, le Parti Civili hanno raggiunto un accordo bonario con l'Imputata e hanno revocato la loro costituzione di parte civile. La Corte Suprema ha preso atto di questa revoca. Ha quindi annullato la sentenza d'Appello e revocato tutte le decisioni civili. Questo perché la rinuncia delle vittime ha estinto la pretesa risarcitoria.
Continua »
Un dipendente postale e un complice hanno sottratto venticinque buoni postali cartacei rubati a una cliente. I due soggetti hanno falsificato la firma della vittima e hanno trasformato i titoli in tre nuovi buoni dematerializzati intestati a loro stessi, per poi riscuotere il denaro. La difesa ha sostenuto che l'operazione fosse facilmente tracciabile nel sistema informatico e che mancasse l'intento di dissimulazione. La Corte di Cassazione ha invece confermato la condanna per il reato di riciclaggio a due anni e otto mesi di reclusione per entrambi gli imputati. I giudici hanno chiarito che la trasformazione e sostituzione dei beni illeciti con titoli apparentemente puliti ostacola l'individuazione della provenienza delittuosa, rendendo irrilevante la successiva tracciabilità informatica dell'illecito.
Continua »
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un imputato per il reato di riciclaggio, condividendo l'esito del primo grado. Il condannato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando difetti di motivazione e il travisamento della testimonianza cardine. I Supremi Giudici hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione dei fatti già accertati nei gradi precedenti. In presenza di una doppia pronuncia conforme, il vizio di travisamento della prova non è deducibile, salvo l'utilizzo di elementi istruttori inediti da parte dei giudici di secondo grado. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese legali e a una sanzione di tremila euro.
Continua »
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni di reclusione per il reato di riciclaggio a carico di una donna che aveva ricevuto 80.000 euro dal marito sul proprio conto bancario, trasferendone subito 75.000 all'estero tramite bonifico. I fondi provenivano da reati fiscali e appropriazione indebita commessi dall'uomo. La difesa sosteneva che il denaro servisse per ottenere un permesso di soggiorno estero e che l'operazione fosse tracciabile. I giudici hanno chiarito che il reato di riciclaggio scatta anche se l'operazione bancaria è tracciabile, poiché il mero passaggio intermedio del denaro su conti differenti ostacola l'accertamento della provenienza illecita. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la confisca per equivalente.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di riciclaggio. La difesa sosteneva l'assenza di dolo (volontà e consapevolezza dell'illecito) e attribuiva l'intera responsabilità a un coimputato, contestando anche la mancata concessione delle attenuanti e l'omessa perizia su una firma. I giudici di legittimità hanno ribadito che la Cassazione non può riesaminare le prove già vagliate nei precedenti gradi di giudizio, confermando la colpevolezza e condannando il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Un uomo è stato sorpreso dalle forze dell'ordine all'interno di un garage mentre smontava e imballava numerosi motoveicoli rubati con l'ausilio di attrezzi specifici. I giudici di merito lo hanno condannato per il reato di riciclaggio. La difesa dell'imputato ha presentato ricorso per cassazione, chiedendo di derubricare l'accusa nel meno grave delitto di ricettazione e di riconoscere le attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la piena sussistenza del reato di riciclaggio, poiché lo smontaggio e l'imballaggio dei mezzi costituiscono operazioni volte a ostacolare il riconoscimento della provenienza illecita dei beni. L'imputato perde la causa e deve pagare le spese legali e la sanzione pecuniaria.
Continua »
La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un imputato per il reato di riciclaggio legato alla compravendita e al trasferimento di un'autovettura di provenienza delittuosa. Il ricorrente sosteneva l'incompetenza del tribunale ligure, invocava la propria buona fede chiedendo la riqualificazione del fatto in acquisto incauto e contestava l'entità della pena. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. L'eccezione territoriale è risultata tardiva e priva di fondamento, poiché l'ultima fase dell'azione criminosa si è consumata nel distretto competente. I giudici hanno respinto la tesi della buona fede, confermando la piena consapevolezza dell'origine illecita del veicolo. Il condannato deve pagare le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »