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Reato Di Lesioni E Minacce

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato di lesioni e minacce: stop ai ricorsi sui fatti
Due imputati hanno ricevuto una condanna penale per reato di lesioni e minacce: il primo alla pena di quattro mesi e quindici giorni di reclusione, il secondo a un mese di reclusione per le sole minacce. Entrambi hanno proposto ricorso per cassazione contestando la ricostruzione dei fatti e invocando la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi del tutto inammissibili. I giudici hanno chiarito che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti storici in sede di legittimità. Inoltre, la causa di non punibilità non può essere esaminata se omessa nei precedenti motivi di appello. Gli imputati dovranno scontare le pene e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Reato di lesioni e minacce: condanna confermata in Cassazione
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza di appello che confermava la sua condanna per il reato di lesioni e minacce. La difesa ha sostenuto che le dichiarazioni spontanee rese dall'imputato subito dopo i fatti avrebbero dovuto modificare la decisione, fondata su testimonianze e certificati medici. Inoltre, la difesa ha contestato la mancata concessione dell'attenuante della provocazione e la valutazione della recidiva. La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo generico e gli altri privi di specificità, in quanto ripetevano argomenti già esaminati nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando L'Imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Reato di lesioni e minacce: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un uomo condannato per il reato di lesioni e minacce ai danni di un altro soggetto. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti operata nei precedenti gradi di giudizio. I giudici di legittimità hanno chiarito che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove in Cassazione se la motivazione della sentenza impugnata è logica e coerente. Nel caso specifico, la colpevolezza era provata dalle dichiarazioni credibili della vittima, dal referto del Pronto Soccorso e dall'ammissione dello stesso imputato di aver avuto un alterco con la persona offesa. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali, di una sanzione pecuniaria e delle spese di difesa della parte civile.
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