Un soggetto, condannato per reati di droga commessi nel 2013 e, successivamente, tra il 2016 e il 2018, ha richiesto l'applicazione del 'reato continuato' per unificare le pene. La richiesta è stata respinta a causa del notevole lasso di tempo intercorso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che una significativa distanza temporale tra i crimini è sufficiente a interrompere il legame di un unico disegno criminoso, rendendo irrilevante un eventuale accordo tra le parti in fase esecutiva.
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