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Reati-Scopo

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Provvedimenti

Associazione per delinquere: prova e reati-scopo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per traffico di stupefacenti, confermando che la prova di una associazione per delinquere può derivare dalla serialità dei reati-scopo e dalla presenza di una struttura organizzativa, anche se rudimentale. La Corte ha chiarito che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma verificare la logicità della motivazione del giudice di merito, ritenuta in questo caso adeguata a dimostrare la gravità indiziaria.
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Vincolo della continuazione: la distanza temporale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva di unificare una pena per estorsione (2002-2003) con quelle per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e spaccio (2014). Secondo la Corte, l'eccessiva distanza temporale tra i fatti impedisce di riconoscere il vincolo della continuazione, poiché rende illogica la sussistenza di un medesimo disegno criminoso originario.
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Agevolazione mafiosa: la prova della consapevolezza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare limitatamente all'aggravante di agevolazione mafiosa. Secondo la Corte, per contestare tale aggravante non basta provare il coinvolgimento in un traffico di stupefacenti gestito da un'associazione, ma è necessaria una motivazione specifica sulla consapevolezza dell'imputato riguardo alla natura mafiosa del gruppo e sulla sua volontà di agevolarlo. Il ricorso è stato invece respinto per le accuse di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e per i reati specifici.
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