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Ratione Temporis — Anno 2026

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Altri anni per Ratione Temporis

Provvedimenti

Legittimazione revocazione fallimento: chi può agire?
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della legittimazione revocazione fallimento, stabilendo che tale rimedio straordinario spetta esclusivamente a chi ha partecipato formalmente al giudizio originale. Nel caso in esame, alcuni soci e amministratori di una società dichiarata fallita hanno tentato di impugnare per revocazione la sentenza di fallimento. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la facoltà concessa a qualunque interessato di proporre reclamo contro il fallimento non si estende automaticamente alla revocazione ex art. 395 c.p.c., la quale rimane un potere processuale riservato alle parti del precedente grado di giudizio.
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Accertamento sintetico: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento sintetico del reddito effettuato nei confronti di un contribuente. Il caso riguarda la discordanza tra il reddito dichiarato e la capacità contributiva manifestata attraverso il possesso di beni e investimenti societari. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso poiché il contribuente non ha fornito una prova certa della provenienza lecita delle somme utilizzate.
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Accertamento sintetico redditometro e beni indice
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento sintetico redditometro basato sul possesso di cavalli, chiarendo che il termine di decadenza quinquennale si applica anche in assenza di obbligo di dichiarazione se emergono redditi non dichiarati.
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Assunzione fondazioni liriche: guida alle regole
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti per l'assunzione fondazioni liriche, stabilendo che l'idoneità in un concorso non conferisce un diritto automatico al posto per posizioni non previste dal bando. La sentenza conferma la natura speciale di questi enti e la legittimità del patrocinio legale privato tramite delibere generali.
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Rescissione del giudicato: prova della conoscenza
Il provvedimento analizza i presupposti per la **rescissione del giudicato** in un caso in cui l'imputato, nonostante l'elezione di domicilio presso il difensore, non ha avuto conoscenza della vocatio in ius a causa della rinuncia al mandato del legale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica al difensore rinunciatario non costituisce presunzione assoluta di conoscenza se non vi è prova della ricezione della comunicazione di rinuncia da parte dell'assistito.
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Accertamento sintetico: calcolo reddito netto
La Corte di Cassazione chiarisce che nell'accertamento sintetico il superamento dello scostamento minimo del 25% va calcolato rapportando il reddito complessivo netto accertato con il reddito netto dichiarato. Nel caso di specie, il contribuente contestava il calcolo basato sull'imponibile netto anziché sul lordo, ma i giudici hanno confermato la necessità di confrontare dati omogenei. La decisione ribadisce inoltre l'onere del contribuente di fornire prova certa della provenienza di capitali impiegati in investimenti societari.
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Impugnazione interessi civili: guida al rinvio
La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di impugnazione interessi civili presentata da una parte costituitasi dopo il 31 ottobre 2022, il giudice penale non può decidere nel merito. Una volta verificata l'ammissibilità del gravame, è obbligatorio rimettere la causa alla sezione civile competente per la decisione sulla domanda risarcitoria, pena l'annullamento della sentenza.
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Reato continuato: i criteri della Cassazione
Un imprenditore, condannato per reati fallimentari e fiscali, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del reato continuato con una precedente condanna e lamentando un errore nel calcolo della pena. La Suprema Corte ha accolto il ricorso sul calcolo della pena, applicando la legge più favorevole in vigore al momento del fatto, ma ha respinto la richiesta sul reato continuato. Ha chiarito che per la sua applicazione non è sufficiente una generica tendenza a delinquere, ma è necessaria la prova di un'unica programmazione criminosa che leghi i diversi episodi illeciti.
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Agevolazioni fiscali: perizia non basta per la prova
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema delle agevolazioni fiscali per investimenti ambientali. Ha stabilito che una semplice perizia di parte non è sufficiente a dimostrare il diritto al beneficio, incombendo sul contribuente un onere della prova più rigoroso. Tuttavia, ha chiarito che, ai fini del calcolo del 'sovraccosto ambientale', le tariffe incentivanti percepite non devono essere sottratte dal costo dell'investimento, poiché rappresentano profitti operativi e non riduzioni di costo.
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Rinnovazione istruttoria: obbligo anche per fini civili
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna al risarcimento del danno emessa in appello, in riforma di una precedente assoluzione. Il motivo è la mancata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale. La Corte ha ribadito che il giudice d'appello, se intende ribaltare un'assoluzione basandosi su una diversa valutazione dell'attendibilità di testimoni, ha l'obbligo di procedere a una nuova audizione degli stessi, anche qualora l'appello sia stato proposto dalla sola parte civile ai soli fini civili.
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Dazio antidumping: l’origine reale della merce prevale
Una società importatrice ha contestato l'applicazione di un dazio antidumping su elementi di fissaggio dichiarati come provenienti da Taiwan. L'Agenzia delle Dogane, a seguito di un'indagine dell'OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode), ha dimostrato che la merce era in realtà di origine cinese e semplicemente trasbordata a Taiwan per eludere i dazi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che per l'applicazione del dazio antidumping conta l'origine effettiva dei beni, non quella dichiarata. La Corte ha inoltre chiarito che l'archiviazione di un procedimento penale non è sufficiente a provare la buona fede dell'importatore e che le indagini OLAF costituiscono una valida base probatoria per l'accertamento doganale.
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Redditometro: onere della prova del contribuente
L'Agenzia delle Entrate contesta a una contribuente un reddito superiore a quello dichiarato, basandosi sul "redditometro" per l'anno 2007. La Commissione Tributaria Regionale annulla l'accertamento, ma la Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia. La Corte stabilisce che il contribuente, per superare la presunzione del redditometro, deve fornire prova documentale rigorosa delle fonti di reddito alternative usate per le spese, non bastando contestare genericamente gli indici di spesa.
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Usura bancaria e interessi moratori: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fideiussori in un caso di presunta usura bancaria. La Corte conferma che la commissione di estinzione anticipata non rientra nel calcolo del costo del credito ai fini dell'usura, se non specificamente contestato. Inoltre, ribadisce il consolidato metodo di calcolo del tasso soglia per gli interessi moratori, respingendo le doglianze dei ricorrenti.
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Esenzione TARI imballaggi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di esenzione TARI per imballaggi, annullando la decisione di merito. La controversia riguardava una società che chiedeva l'esenzione per le aree in cui produceva rifiuti da imballaggio terziario, smaltiti a proprie spese. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel non qualificare correttamente la natura dei rifiuti (secondari o terziari) e nell'ignorare una dichiarazione di detassazione parziale presentata anni prima dall'azienda. La sentenza ribadisce che la classificazione dei rifiuti è decisiva per l'esenzione TARI imballaggi e che la prova documentale non può essere ignorata.
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Gioco illegale: Tassazione dei ‘totem’ è legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli avvisi di accertamento emessi nei confronti di un esercente per l'installazione di apparecchi 'totem' destinati al gioco illegale. La Corte ha chiarito che la normativa applicata (L. 190/2014) è distinta e non interessata dalla pronuncia di incostituzionalità che aveva colpito una diversa norma (Decreto Balduzzi), poiché la prima sanziona specificamente apparecchi dedicati al gioco non autorizzato, e non qualunque dispositivo idoneo al collegamento internet. L'ordinanza stabilisce quindi che l'attività di gioco illegale resta pienamente soggetta a tassazione.
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Compensazione spese di giudizio: la motivazione generica
Una società vince una causa contro l'Amministrazione Finanziaria, ma il giudice di secondo grado dispone la compensazione delle spese di giudizio. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, affermando che la compensazione delle spese è un'eccezione che richiede 'gravi ed eccezionali ragioni' specificamente motivate, e non può basarsi su formule generiche come la 'particolarità della controversia'. La causa è stata rinviata al giudice di merito per una nuova decisione sulle spese.
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Appalto illecito: quando è genuino e quando no?
Un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa per servizi di archivistica presso un istituto di credito, ha citato in giudizio la banca per ottenere il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato, sostenendo l'esistenza di un appalto illecito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stato stabilito che il contratto di appalto era genuino, poiché la società cooperativa manteneva una propria organizzazione imprenditoriale e un'effettiva gestione del personale, esercitando il potere direttivo e di controllo, nonostante le mansioni fossero svolte presso la sede del committente.
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Appalto di servizi: i criteri per la sua genuinità
Un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa, ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con una banca, sostenendo la natura fittizia dell'appalto di servizi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'appalto in quanto la cooperativa manteneva una reale organizzazione d'impresa e un effettivo potere direttivo sul proprio personale, elementi chiave per distinguere l'appalto lecito dalla somministrazione illecita di manodopera.
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Esenzione IVA broker: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha chiarito i confini dell'esenzione IVA per i broker assicurativi. La Corte ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IVA broker, l'attività svolta non deve limitarsi a una generica consulenza, ma deve integrare gli elementi essenziali dell'intermediazione, come la ricerca di clienti e la messa in contatto con l'assicuratore. La sentenza di merito è stata cassata perché non aveva compiuto un'adeguata verifica sul contenuto effettivo del contratto, demandando al giudice del rinvio una nuova e più approfondita analisi.
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Società cancellata: chi può impugnare l’avviso fiscale?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1455 del 2026, ha stabilito che un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società cancellata può essere impugnato solo dalla società stessa, attraverso il suo ex liquidatore. Questo principio si basa sulla finzione legale introdotta dall'art. 28 del d.lgs. 175/2014, che mantiene in vita la società per cinque anni ai soli fini fiscali. Di conseguenza, il socio che riceve la notifica dell'atto non ha la legittimazione ad agire e il suo ricorso è inammissibile.
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