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Rapporto Sinallagmatico

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Provvedimenti

Partecipazione associazione narcotraffico: i limiti
Un soggetto, accusato di essere fornitore stabile per un'associazione dedita al narcotraffico, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, chiarendo i limiti della prova per la partecipazione associazione narcotraffico. Secondo la Corte, la fornitura di stupefacenti, anche se ripetuta ma limitata nel tempo e contraddetta da episodi di acquisto dalla stessa organizzazione, non è sufficiente a dimostrare un inserimento stabile e consapevole nel sodalizio criminale, richiedendosi prove di un vero legame organico che superi il semplice rapporto commerciale.
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Associazione a delinquere: l’acquisto non basta
Un individuo, accusato di far parte di un'associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ha impugnato un'ordinanza di riesame che gli applicava gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, stabilendo che l'acquisto di droga, anche se ripetuto, non è di per sé sufficiente a dimostrare la partecipazione al sodalizio criminale. È necessario provare elementi concreti che attestino un'adesione stabile e consapevole al programma del gruppo, superando il semplice rapporto di compravendita.
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Fornitura stupefacenti: quando è reato associativo?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare, chiarendo che la continua fornitura di stupefacenti a un gruppo criminale non comporta automaticamente la partecipazione all'associazione. È necessario dimostrare un vincolo stabile e la consapevolezza di contribuire al sodalizio, elementi che il giudice di merito non aveva adeguatamente valutato, trascurando la breve durata e la modesta entità delle cessioni.
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Associazione per delinquere: quando si è complici?
La Cassazione ha respinto il ricorso di un soggetto indagato per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che un rapporto continuativo e stabile con il sodalizio, che va oltre singoli episodi di spaccio, è sufficiente a configurare la partecipazione all'associazione, anche in assenza di un ruolo di vertice.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un'azienda di edilizia residenziale pubblica ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi immobili, equiparandoli ad alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU alloggi sociali non è automatica. L'ordinanza chiarisce che il canone di locazione, seppur ridotto, non è "simbolico" quando è destinato a coprire i costi di gestione e manutenzione. Tale caratteristica qualifica l'attività come economica, escludendola dal beneficio fiscale della piena esenzione e ammettendo solo una detrazione.
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Spese di gestione: l’obbligo del socio non cessa
La Corte di Cassazione ha stabilito che un socio di una società di gestione portuale non può sottrarsi all'obbligo di pagare le spese di gestione semplicemente rinunciando all'utilizzo del posto barca. L'obbligazione deriva dallo status di socio e dalla titolarità del diritto all'uso, non dall'effettivo godimento del bene. La Corte ha ritenuto infondato il ricorso, confermando che l'unico modo per estinguere tale obbligo è cedere la propria partecipazione societaria.
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