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Rapporto di parasubordinazione

Definizione

Una forma di collaborazione che si trova a metà tra il lavoro autonomo e il lavoro dipendente, con una certa continuità e coordinamento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Compenso Conteso: L’Onere della Prova nel Contratto di Collaborazione
Un Collaboratore ha chiesto il pagamento di un compenso a un'Azienda per prestazioni svolte tramite un contratto di collaborazione. L'Azienda ha contestato la richiesta. I giudici di merito hanno respinto la domanda del Collaboratore per mancanza di prova delle prestazioni. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che l'onere della prova nel contratto di collaborazione spetta al professionista che chiede il compenso. Deve dimostrare l'incarico e l'adempimento. L'Azienda, invece, deve provare l'eventuale gratuità. Il ricorso del Collaboratore è stato rigettato, con conferma delle spese a suo carico.
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Rapporto di parasubordinazione e perizie: la banca vince
Un professionista ha svolto per anni perizie immobiliari per conto di un istituto di credito. Dopo la mancata assegnazione di nuovi incarichi, il perito ha citato la banca chiedendo il risarcimento dei danni e sostenendo l'esistenza di un rapporto di parasubordinazione. Secondo il lavoratore, la cessazione degli incarichi equivaleva a un recesso ingiustificato. I giudici hanno respinto le domande del tecnico. La Corte di Cassazione ha confermato che la semplice attribuzione continuativa di singoli mandati non dimostra un rapporto di parasubordinazione, poiché mancano l'inserimento stabile nell'azienda e il coordinamento spazio-temporale imposto dal committente.
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Indennità di posizione dirigente medico: diritto anche senza graduazione formale
Un dirigente medico, inizialmente con rapporto di parasubordinazione, è stato poi inquadrato come dipendente dal 2006. Ha richiesto il riconoscimento dell'indennità di posizione per il periodo 2006-2009, pur mancando un formale atto di graduazione delle funzioni. La Corte d'Appello ha negato tale diritto. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'indennità di posizione, nella sua componente minima fissa e variabile, rientra nel trattamento fondamentale e spetta al dirigente medico anche senza la formale graduazione delle funzioni. Quest'ultima è necessaria solo per la parte variabile accessoria. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Indennità per medicina di gruppo: stop ai tagli automatici della ASL
Alcuni medici di base hanno fatto causa all'Azienda Sanitaria per ottenere il pagamento dell'intero compenso previsto per l'attività svolta in forma associata. L'ente pubblico aveva infatti ridotto l'indennità per medicina di gruppo da sette a cinque euro a paziente, a causa del superamento del limite regionale del 12% di assistiti. La Corte d'Appello aveva ritenuto legittimo il taglio automatico, dichiarando inammissibile la richiesta dei medici di applicare un meccanismo di compensazione interna tra fondi sotto-utilizzati. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei lavoratori su questo punto specifico. I giudici hanno chiarito che la compensazione prevista dal contratto collettivo non è una compensazione in senso tecnico, ma una regola contrattuale che i giudici d'appello avrebbero dovuto esaminare. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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