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Ragionevoli motivi

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rifiuto test stupefacenti: condanna anche con pochi sospetti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un automobilista per il reato di rifiuto test stupefacenti. Fermato dalle Forze dell'Ordine, l'uomo mostrava segni di alterazione (occhi rossi, euforia, pupille dilatate) e fu trovato in possesso di una piccola quantità di hashish. Nonostante ciò, si era opposto a qualsiasi tipo di accertamento. Secondo la Corte, la presenza di 'ragionevoli motivi' di sospetto è sufficiente per legittimare la richiesta di un test, anche non invasivo. Il semplice rifiuto di sottoporsi a uno degli accertamenti previsti dalla legge integra il reato, a prescindere dalla prova certa dello stato di alterazione. L'automobilista ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Colloquio straordinario detenuto: no se non motivato
Un detenuto ha richiesto un colloquio straordinario con una persona indicata come amica. Il Giudice ha negato l'autorizzazione a causa della gravità dei reati contestati e della fase processuale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che per un colloquio straordinario detenuto con persone non familiari non basta una generica affermazione di amicizia. È necessario allegare 'ragionevoli motivi', ovvero ragioni specifiche, plausibili e concrete che giustifichino l'incontro, onere non assolto nel caso di specie.
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