Un contribuente impugna due avvisi di accertamento sostenendo un vizio di notifica, in quanto non vi era prova della ricezione della raccomandata informativa (C.A.D.). La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla notifica per compiuta giacenza. Per la validità della procedura non è necessaria la prova della ricezione effettiva della raccomandata da parte del destinatario. È sufficiente che l'Amministrazione Finanziaria dimostri di averla correttamente spedita all'indirizzo giusto. Se il destinatario non la ritira, la notifica si perfeziona ugualmente per presunzione di conoscenza dopo dieci giorni. La Corte ha quindi dato ragione all'Agenzia delle Entrate, annullando la precedente decisione favorevole al contribuente.
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