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Raccolta Abusiva Di Scommesse

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Provvedimenti

Raccolta abusiva di scommesse: condanna annullata
I Gestori di un centro scommesse venivano condannati per il reato di raccolta abusiva di scommesse in assenza della licenza di pubblica sicurezza. I ricorrenti lamentavano che il diniego dell'autorizzazione derivasse dalla discriminazione subita dal bookmaker austriaco a cui erano affiliati, in violazione del diritto dell'Unione Europea. La Corte d'appello aveva ignorato la richiesta di acquisire la prova del diniego. La Corte di Cassazione, ribadendo che la normativa penale interna va disapplicata se contraria al diritto eurounitario, rileva che il ricorso non è inammissibile. Tuttavia, essendo il reato ormai estinto per il decorso del tempo, annulla la sentenza di condanna senza rinvio per intervenuta prescrizione.
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Raccolta abusiva di scommesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un operatore condannato per raccolta abusiva di scommesse. La sentenza sottolinea che la semplice riproposizione in Cassazione di motivi già rigettati in appello, senza una critica specifica alla decisione impugnata, rende il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che l'assenza delle necessarie autorizzazioni e l'intermediazione illecita configurano il reato, a prescindere da presunte violazioni del diritto europeo.
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Raccolta abusiva scommesse: il ruolo non è marginale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un titolare di un centro scommesse, condannato per raccolta abusiva di scommesse. La Corte ha stabilito che il suo ruolo non era marginale, nonostante fosse detenuto, poiché aveva delegato la gestione illecita a un'altra persona, assicurandone la continuità. La sentenza ribadisce che la responsabilità penale sussiste pienamente quando vi è un contributo causale significativo al reato.
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Raccolta abusiva di scommesse: il caso dell’Internet Point
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un gestore di un'attività commerciale che, sotto l'apparenza di un Internet Point, realizzava una raccolta abusiva di scommesse per conto di bookmaker stranieri. L'ordinanza ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, sottolineando il carattere professionale dell'attività e respingendo la tesi della particolare tenuità del fatto. La decisione evidenzia che mascherare l'attività illecita non esclude la responsabilità penale.
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