Una casa di riposo aumenta la retta di un'ospite, ma il familiare si oppone sostenendo che l'importo debba essere fissato da una delibera regionale. La Corte di Cassazione interviene per chiarire un punto fondamentale: la retta si compone di diverse parti. La Regione può determinare la quota sanitaria e quella socio-assistenziale, ma non può imporre un tetto alla quota alberghiera (vitto, alloggio, ecc.). Quest'ultima è soggetta alla libera contrattazione tra la struttura e il cliente. Pertanto, l'aumento della quota alberghiera RSA è legittimo se basato sulla qualità dei servizi offerti e previsto dal contratto. La Struttura Sanitaria vince la causa sul principio di diritto.
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