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Quiescenza

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Provvedimenti

Illecito disciplinare permanente: la Cassazione decide
Un avvocato, condannato in via definitiva per calunnia, non adempie all'obbligo di risarcire le parti civili. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha confermato la sanzione disciplinare della sospensione, qualificando il mancato pagamento come un illecito disciplinare permanente. Di conseguenza, l'azione disciplinare non è prescritta finché perdura l'inadempimento, poiché la condotta illecita si protrae nel tempo.
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Ricostruzione della carriera: la Cassazione decide
Un dipendente scolastico, promosso a DSGA, ha visto la sua carriera ricalcolata in modo peggiorativo dopo il pensionamento, con richiesta di restituzione di somme. La Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che per le promozioni successive al 2003, la ricostruzione della carriera deve avvenire con il metodo più favorevole al lavoratore, non necessariamente con la "temporizzazione".
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Ricalcolo TFS: servizio non di ruolo vale? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando il diritto di un lavoratore al ricalcolo TFS (Trattamento di Fine Servizio) includendo un periodo di servizio non di ruolo svolto in convenzione. La decisione si fonda sul principio di automatismo delle prestazioni previdenziali e sulla continuità del rapporto di lavoro, superando una precedente interpretazione restrittiva di una legge regionale.
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Decadenza direttore generale sanità: non basta il risultato
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza del direttore generale sanità non può basarsi unicamente sul mancato raggiungimento degli obiettivi. Il rapporto, assimilabile al lavoro autonomo, impone alla Pubblica Amministrazione di dimostrare una condotta non diligente del dirigente. La mera assenza di risultato non è sufficiente a provare l'inadempimento contrattuale. La Corte ha inoltre chiarito che il sopravvenuto stato di pensione del direttore durante il mandato non causa la cessazione automatica del contratto.
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Ricollocamento in servizio: diritto o possibilità?
Un dirigente medico, collocato in pensione, chiedeva il ricollocamento in servizio basandosi su una nuova normativa. L'Azienda Sanitaria, dopo un iniziale accoglimento, revocava la decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma è applicabile anche a chi era già in pensione al momento della sua entrata in vigore, purché fosse in servizio alla data di riferimento indicata dalla legge. Tuttavia, ha chiarito che il ricollocamento in servizio non è un diritto soggettivo assoluto, ma una possibilità che l'amministrazione deve valutare bilanciando le esigenze organizzative e le normative vigenti, come il blocco del turn over.
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Onere della prova ferie: il datore deve informare
Un lavoratore prossimo alla pensione si vede negare l'indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova ferie: è il datore di lavoro a dover dimostrare di aver formalmente invitato il dipendente a fruire delle ferie e di averlo avvisato, in modo chiaro e tempestivo, che altrimenti le avrebbe perse. La mancata informazione impedisce la perdita del diritto all'indennità sostitutiva.
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