La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14184/2025, ha stabilito che ai fini della concessione della liberazione anticipata, i giudici possono considerare anche i reati commessi dal condannato in un momento successivo al periodo di detenzione in esame. Tali condotte, se gravi, dimostrano il fallimento del percorso rieducativo e giustificano il diniego del beneficio, superando il principio della valutazione strettamente semestrale.
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