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Provvedimenti

Dichiarazioni inutilizzabili: quando sono valide?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato in stato di arresti domiciliari per traffico di droga. Il ricorso si basava sulla presunta inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dalla moglie di un coimputato. La Corte ha stabilito che tali dichiarazioni non sono inutilizzabili, poiché la facoltà di astenersi dal testimoniare concessa ai familiari non si estende alle deposizioni riguardanti i coimputati, ma solo al parente diretto. La decisione conferma la validità degli indizi e la misura cautelare.
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Legittimazione ricorso penale: chi può impugnare?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per difetto di legittimazione. L'impugnazione era stata presentata dal fratello di un condannato in nome proprio, e non per conto dell'interessato, creando un vizio insanabile. La Corte sottolinea la necessità di una precisa corrispondenza tra la parte che ha presentato l'istanza originaria e quella che propone il successivo ricorso, confermando che gli errori procedurali sulla titolarità dell'azione legale portano al rigetto del ricorso senza esame del merito.
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Colloqui congiunti: inclusi suoceri e cognati
Un detenuto si è visto negare i colloqui con suoceri e cognata perché non conviventi. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per il diritto ai colloqui congiunti, la nozione di 'prossimo congiunto' ex art. 307 c.p. si applica e include anche gli affini dello stesso grado, come suoceri e cognati, a prescindere dalla convivenza.
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Difensore latitante: la nomina del parente è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nomina del difensore per un latitante effettuata da un familiare non è valida. Tale facoltà è un'eccezione riservata solo ai casi di arresto o detenzione e non è estendibile per analogia. Secondo la Corte, il diritto di difesa non è violato, in quanto il soggetto che si sottrae volontariamente alla giustizia ha la possibilità di nominare autonomamente un legale.
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