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Proroga Della Custodia Cautelare

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Proroga della custodia cautelare: indagini complesse, uomo libero
L'Indagato, arrestato per traffico di stupefacenti e sotto indagine per omicidio e rapina, era soggetto a custodia in carcere. Poco prima della scadenza dei termini massimi, la Pubblica Accusa ha chiesto la proroga della custodia cautelare per svolgere accertamenti complessi, tra cui l'analisi di intercettazioni e la ricerca di complici. Il Tribunale ha respinto la richiesta e la Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della Pubblica Accusa. I giudici hanno stabilito che, per concedere la proroga, non basta la complessità delle indagini o la gravità dei reati. È indispensabile dimostrare il nesso di funzionalità, ossia spiegare perché sia strettamente necessario che l'indagato rimanga in carcere proprio per consentire lo svolgimento di quegli specifici accertamenti.
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Proroga della custodia cautelare valida anche a indagini chiuse
L'Indagato, accusato di omicidio volontario della moglie, ha impugnato l'ordinanza che estendeva la sua carcerazione preventiva. La difesa sosteneva l'illegittimità del provvedimento poiché il Pubblico Ministero aveva già notificato l'avviso di conclusione delle indagini e l'udienza si era svolta senza la partecipazione fisica dell'accusato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la proroga della custodia cautelare è legittima anche dopo la fine delle indagini se vi sono accertamenti tecnici complessi ancora in corso (come esami tossicologici e autopsie). Inoltre, i giudici hanno chiarito che per questa procedura è sufficiente il contraddittorio cartolare (scritto), escludendo la necessità della presenza fisica dell'indagato in udienza. L'Indagato perde il ricorso e resta in carcere.
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Proroga della custodia cautelare nulla se la difesa è esclusa
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza della Corte di appello di Roma che aveva disposto la proroga della custodia cautelare agli arresti domiciliari per un cittadino straniero in attesa di estradizione. I giudici di secondo grado avevano prolungato la misura senza attivare alcuna forma di confronto con la difesa. La Suprema Corte ha stabilito che, anche nelle procedure estradizionali, la proroga della custodia cautelare richiede obbligatoriamente un contraddittorio effettivo con l'indagato, attuabile anche in forma scritta. Di conseguenza, l'estensione della misura è stata dichiarata nulla e il cittadino straniero è stato immediatamente rimesso in libertà, essendo ormai scaduti i termini massimi originari di custodia.
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