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Proroga automatica

Definizione

Estensione del tempo di carcerazione preventiva che avviene direttamente per legge, senza bisogno di un provvedimento espresso del giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Stabilizzazione precari: no all’assunzione senza concorso
Una Lavoratrice ha chiesto al Comune la stabilizzazione precari e la proroga del rapporto di lavoro, sostenendo di aver maturato i requisiti previsti per gli ex lavoratori socialmente utili. Il Comune ha negato l'assunzione diretta e dichiarato cessato il servizio. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda. I giudici hanno chiarito che la procedura di stabilizzazione diretta richiede una decisione discrezionale ed espressa della Pubblica Amministrazione, non desumibile da semplici proroghe del contratto. Inoltre, l'assunzione a tempo indeterminato presuppone il superamento di una selezione concorsuale. I contratti di lavoro a termine stipulati negli anni non costituiscono semplice attività assistenziale, rendendo inapplicabile la proroga automatica prevista dalle norme regionali per i progetti assistenziali. La Cassazione ha respinto il ricorso della Lavoratrice.
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Termini di custodia cautelare: proroga automatica o abuso?
Il Tribunale del Riesame ha confermato la custodia in carcere per l'Indagato, accusato di associazione finalizzata al narcotraffico. L'Indagato ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando l'illegittimità dell'estensione automatica dei termini di carcerazione preventiva senza un provvedimento motivato del giudice. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'aumento fino a sei mesi dei termini di custodia cautelare per reati di eccezionale gravità opera in modo automatico direttamente per legge. Non occorre quindi un decreto specifico del magistrato, poiché la gravità del reato giustifica la prosecuzione della misura. L'Indagato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Proroga della concessione idroelettrica: no al rinnovo automatico
Una società energetica ha chiesto la rimodulazione degli incentivi per un impianto, invocando la disciplina spalma-incentivi per ottenere la proroga della concessione idroelettrica per ulteriori sette anni. L'ente regionale ha negato l'estensione, sostenendo che la rimodulazione tariffaria non incida sulla durata del titolo concessorio. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha respinto il ricorso della società. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato tale decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha chiarito che le norme sugli incentivi regolano solo i profili economici e non comportano alcuna proroga della concessione idroelettrica, la cui durata rimane soggetta alle regole originarie e ai principi europei di concorrenza e temporaneità delle concessioni pubbliche.
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