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Procura Alle Liti

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Provvedimenti

Procura telematica: quando è valida nel processo
Un contribuente si vede rigettare un ricorso perché la procura alle liti è ritenuta invalida. La Cassazione interviene, stabilendo che la procura telematica, se depositata nella stessa busta dell'atto, è da considerarsi valida, anche se originariamente cartacea. La Corte annulla la decisione e rinvia per un nuovo esame.
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Errore nella procura alle liti: quando è sanabile?
Un avvocato ha impugnato in proprio la condanna al pagamento delle spese legali, derivante da una decisione di secondo grado che aveva ritenuto inammissibile il ricorso di un suo cliente a causa di un errore nella procura alle liti. La Corte di Cassazione ha stabilito che un mero errore materiale nella procura, quando questa è fisicamente o telematicamente congiunta all'atto, non ne determina l'invalidità. Inoltre, il giudice avrebbe dovuto invitare alla regolarizzazione. Tuttavia, poiché solo il legale ha presentato ricorso per la sua posizione, la Corte ha annullato solo la condanna alle spese a suo carico, lasciando inalterata la dichiarazione di inammissibilità del ricorso originario del cliente.
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Responsabilità professionale avvocato: il dovere del cliente
Una lavoratrice cita in giudizio il proprio avvocato per non aver avviato una causa per mobbing, causandone la prescrizione. La Corte d'Appello rigetta la domanda, confermando la sentenza di primo grado. La decisione si fonda sulla mancata collaborazione della cliente, che non ha fornito al legale i nominativi dei testimoni, elemento essenziale per l'azione legale. Viene quindi esclusa la responsabilità professionale avvocato, poiché l'insuccesso della causa è imputabile alla condotta omissiva della stessa assistita.
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Concorrenza sleale: no se l’azienda è inattiva
Un'impresa di onoranze funebri in liquidazione ha citato in giudizio una nuova ditta concorrente, gestita dal figlio di un socio, per concorrenza sleale. Il Tribunale di Torino ha respinto la domanda, stabilendo che non può esserci concorrenza sleale se l'impresa attrice è inattiva da tempo e la sua ripresa è improbabile, anche se formalmente ancora esistente. Inoltre, le condotte del convenuto, come l'uso del proprio cognome e la scelta di sedi vicine, sono state ritenute legittime e non idonee a creare confusione.
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Prescrizione presuntiva: quando è inefficace
Il Tribunale di Ancona ha stabilito che sollevare l'eccezione di prescrizione presuntiva per il compenso di un avvocato è incompatibile con la contestazione dell'importo del debito o l'allegazione di un pagamento parziale. Tale comportamento costituisce un'ammissione implicita della mancata estinzione del debito, rendendo inefficace la presunzione e confermando il decreto ingiuntivo contro i clienti.
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Occupazione senza titolo: quando l’amicizia non basta
Una disputa tra amiche per un appartamento concesso in uso senza contratto. La proprietaria chiede i danni per occupazione senza titolo, ma la Corte d'Appello respinge la richiesta. La sentenza stabilisce che, in assenza di prove concrete, la collaborazione tra le parti e la natura dei pagamenti (qualificati come prestito) escludono l'illegittimità dell'occupazione, sottolineando l'importanza della prova nei rapporti informali.
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