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Presupposto

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Provvedimenti

Regime del margine IVA: onere della prova sul rivenditore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33301/2023, ha chiarito che nel contesto del regime del margine IVA per la compravendita di veicoli usati, l'onere di provare la sussistenza dei presupposti grava sul contribuente. In caso di contestazione da parte dell'Amministrazione Finanziaria, il rivenditore deve dimostrare non solo la buona fede, ma anche di aver agito con la massima diligenza per verificare che l'IVA fosse già stata assolta a monte senza possibilità di detrazione. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, confermando che il regime del margine, essendo una deroga, richiede un'interpretazione restrittiva e una prova rigorosa da parte di chi ne beneficia.
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Obbligo dati conducente: multa sospesa con ricorso
Un automobilista è stato sanzionato per non aver comunicato i dati del conducente di un veicolo, come richiesto dall'art. 126-bis del Codice della Strada. Tuttavia, egli aveva già impugnato il verbale di infrazione presupposto. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo un principio fondamentale: l'obbligo dati conducente è sospeso durante il periodo di pendenza del ricorso giurisdizionale contro la multa originaria. Se il ricorso ha successo, l'obbligo decade completamente.
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Giudicato esterno: l’annullamento per la società vale per i soci
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annullamento parziale di un accertamento fiscale a carico di una società ha un'efficacia riflessa sull'accertamento a carico del socio, anche se quest'ultimo è divenuto definitivo per ragioni procedurali. Il principio del giudicato esterno prevale, estinguendo parzialmente il presupposto della pretesa tributaria nei confronti del socio, in ossequio al principio di capacità contributiva.
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Efficacia riflessa giudicato: socio salvo se vince l’azienda
La Corte di Cassazione afferma il principio dell'efficacia riflessa del giudicato. Se un accertamento fiscale contro una società viene annullato o ridotto con sentenza definitiva, l'accertamento consequenziale emesso nei confronti del socio per la presunta distribuzione di utili non dichiarati perde il suo fondamento e deve essere a sua volta annullato. La sentenza sulla società costituisce un presupposto indispensabile per quella sul socio.
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Trattazione congiunta: la Cassazione rinvia il caso
Un socio di una S.r.l. ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa a debiti tributari personali, derivanti dalla sua partecipazione societaria. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di un altro ricorso riguardante la società stessa, ha disposto la trattazione congiunta dei due procedimenti. La decisione si fonda sul fatto che l'accertamento del debito della società costituisce il presupposto necessario per la pretesa verso il socio. Pertanto, il caso è stato rinviato a nuovo ruolo per essere discusso insieme a quello connesso.
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Disoccupazione agricola: iscrizione elenchi decisiva
Un lavoratore si è visto negare l'indennità di disoccupazione agricola per non aver impugnato tempestivamente la sua cancellazione dagli elenchi INPS. La Corte di Cassazione ha confermato che tale omissione comporta la decadenza dal diritto, stabilendo che l'iscrizione è un presupposto essenziale per la prestazione e non una mera prova.
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Disoccupazione agricola: decadenza e diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore agricolo perde definitivamente il diritto all'indennità di disoccupazione agricola se non impugna tempestivamente il provvedimento di cancellazione dagli elenchi anagrafici. L'iscrizione, sebbene non costitutiva del rapporto di lavoro, è un presupposto indispensabile per l'accesso alla prestazione, e la decadenza dal termine per l'impugnazione ha natura sostanziale, estinguendo il diritto.
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Carenza di interesse: appello socio inammissibile
Un ex socio di una società estinta impugna un avviso di accertamento fiscale notificato alla società. Avendo però definito la propria posizione fiscale personale tramite una procedura agevolata, la Corte di Cassazione dichiara il suo ricorso inammissibile. La motivazione risiede nella sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'annullamento dell'accertamento societario non gli procurerebbe più alcun vantaggio concreto.
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