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Presunzione Legale — Anno 2026

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Altri anni per Presunzione Legale

Provvedimenti

Accertamenti bancari: onere della prova e IVA esente
In un caso riguardante il titolare di una sala giochi, la Corte di Cassazione ha analizzato la validità di un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie. La sentenza ribadisce che, a fronte di accertamenti bancari, spetta al contribuente fornire la prova analitica che ogni movimento non costituisce reddito imponibile. Inoltre, chiarisce che l'esenzione IVA prevista per il settore dei giochi non si estende automaticamente a tutti i maggiori ricavi non dichiarati, ma deve essere specificamente provata. La Corte ha accolto parzialmente sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate che quello del contribuente, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Presunzione di evasione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione chiarisce che la presunzione di evasione legale per capitali detenuti in paradisi fiscali (D.L. 78/2009) non è retroattiva. Tuttavia, l'Amministrazione Finanziaria può comunque utilizzare gli stessi fatti come presunzioni semplici per fondare l'accertamento. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza d'appello e rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Accertamenti bancari professionisti: la Cassazione decide
Un libero professionista ha impugnato diversi avvisi di accertamento per Irpef, Irap e Iva basati su indagini bancarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che gli accertamenti bancari professionisti si fondano sulla presunzione legale che i versamenti non giustificati su conti correnti costituiscano reddito. La Corte ha inoltre validato le procedure dell'Amministrazione Finanziaria riguardo l'autorizzazione alle indagini e la delega di firma per gli atti, respingendo le eccezioni del contribuente.
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Termini di decadenza: raddoppio per capitali esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il raddoppio dei termini di decadenza per la notifica di sanzioni relative a investimenti non dichiarati all'estero ha natura procedimentale e non sostanziale. Di conseguenza, questa norma si applica anche ai periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore, in base al principio 'tempus regit actum'. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di secondo grado che aveva ritenuto illegittima l'applicazione retroattiva del maggior termine.
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