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Presunzione Iuris Tantum

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Provvedimenti

Amministratore di fatto: responsabilità e prova
Una contribuente, ritenuta amministratore di fatto di un'associazione sportiva, è stata chiamata a rispondere dei debiti fiscali dell'ente. La Corte di Cassazione ha chiarito che la gestione dei conti correnti costituisce una presunzione del ruolo di amministratore di fatto. Tuttavia, ha cassato la sentenza di merito perché il giudice non ha analiticamente valutato le prove fornite dalla contribuente per giustificare i movimenti bancari e ha illegittimamente omesso di pronunciarsi sulle domande subordinate, come quelle relative all'IVA e alle sanzioni.
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Competenza territoriale crisi d’impresa: sede effettiva
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due Tribunali in materia di crisi d'impresa. Viene stabilito che, per individuare il giudice competente, la presunzione di coincidenza tra la sede legale e il centro degli interessi principali (COMI) del debitore non è assoluta, ma relativa. Pertanto, se vi sono prove univoche che la sede effettiva, dove si svolge l'attività direttiva e amministrativa, è in un luogo diverso e tale circostanza è riconoscibile dai terzi, la competenza territoriale per la crisi d'impresa spetta al Tribunale di quel luogo.
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Onere della prova TARI: la prova per l’esenzione
Una società ha impugnato un avviso di pagamento TARI, rivendicando l'esenzione per le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova TARI grava sul contribuente. La sola presentazione di MUD e registri di carico/scarico è stata ritenuta insufficiente; per ottenere l'esenzione, è indispensabile fornire contratti e fatture che attestino l'effettivo smaltimento a proprie spese.
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Onere della prova per contributi di bonifica: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22199/2025, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di contributi di bonifica. In presenza di un piano di classifica approvato, si presume il beneficio per l'immobile incluso nel perimetro consortile. Spetta quindi al contribuente, e non al consorzio, fornire la prova contraria, dimostrando la mancanza di un vantaggio diretto e specifico derivante dalle opere. La Corte ha inoltre stabilito che le nuove norme sull'onere della prova nel processo tributario (art. 7, comma 5-bis, d.lgs. 546/1992) non sono retroattive e si applicano solo ai giudizi instaurati dopo il 16 settembre 2022.
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Contributo consortile: onere della prova e motivazione
Una società ha impugnato un avviso di pagamento per un contributo consortile, lamentando un difetto di motivazione e la mancata allegazione del Piano di Classifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'inclusione di un immobile nel perimetro del consorzio crea una presunzione di beneficio per il fondo. Spetta al contribuente fornire la prova contraria, ovvero dimostrare l'assenza di vantaggi derivanti dalle opere di bonifica. Inoltre, è onere del destinatario provare la difformità tra l'atto ricevuto e quello depositato dall'ente impositore.
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Danno rapporto parentale: prova e liquidazione
La Corte d'Appello di Trieste ha confermato la condanna di un'azienda sanitaria al risarcimento per il danno da perdita del rapporto parentale subito dai familiari di una paziente deceduta a seguito di complicazioni mediche. La sentenza chiarisce che, sebbene per i familiari stretti il legame affettivo sia presunto, l'intensità di tale legame, necessaria per quantificare il danno, deve essere provata concretamente. La Corte ha ritenuto insufficiente la mera non contestazione da parte dell'azienda, basando la sua decisione sulle prove testimoniali che hanno dimostrato la profondità e la costanza dei rapporti tra la defunta e i suoi cari.
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