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Presunzione Iuris Et De Iure

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Provvedimenti

Imposta di registro su conguaglio: Divisione che vale come Vendita
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una divisione ereditaria, se un erede riceve beni di valore superiore alla sua quota, l'eccedenza è considerata una vendita ai fini fiscali. Di conseguenza, l'imposta di registro su conguaglio va calcolata con l'aliquota più alta prevista per le compravendite, non con quella agevolata per le divisioni. Il caso nasce dal ricorso di alcuni eredi contro un avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate che applicava proprio questo principio. La Corte ha dato ragione al Fisco, confermando che la legge stabilisce una presunzione assoluta di vendita per l'eccedenza, neutralizzando qualsiasi accordo diverso tra le parti.
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Scientia decoctionis: presunzione e prova in Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una compravendita immobiliare, stabilendo che la conoscenza dello stato di insolvenza del venditore (scientia decoctionis) può essere provata tramite indizi, come i rapporti di parentela tra gli amministratori delle due società coinvolte. La Corte ribadisce inoltre che lo stato di insolvenza è presunto per legge a seguito della dichiarazione di fallimento.
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Divisione con conguaglio: tassazione come vendita
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di divisione patrimoniale, l'assegnazione a un condividente di beni per un valore superiore alla sua quota di diritto deve essere tassata come una vendita per la parte eccedente. Questa regola, basata su una presunzione legale assoluta, si applica anche se l'eccedenza viene compensata da un pagamento in denaro (conguaglio). L'appello dei contribuenti, che sostenevano l'applicazione di un'unica aliquota divisionale, è stato respinto.
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Rimborso credito IVA: attività preparatoria e sufficienza
Una società immobiliare si è vista negare un rimborso credito IVA perché considerata non pienamente operativa. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo un principio chiave: per ottenere il rimborso, non è necessario dimostrare un'attività commerciale continuativa e stabile, ma è sufficiente provare che i costi sostenuti sono inerenti e strumentali all'attività d'impresa, anche se solo programmata o preparatoria. La sentenza chiarisce che la detrazione IVA spetta anche in assenza di operazioni attive.
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Indennità rischio radiologico: la prova per il personale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9382/2024, ha chiarito i presupposti per il riconoscimento dell'indennità rischio radiologico al personale sanitario non appartenente ai reparti di radiologia. L'ordinanza stabilisce che non è sufficiente provare lo svolgimento abituale dell'attività in 'zona controllata', ma è necessario dimostrare un'esposizione al rischio effettiva, continua e non occasionale, analoga a quella dei tecnici di radiologia. La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, che aveva respinto la domanda di una lavoratrice in assenza di prove concrete sul superamento delle soglie di rischio, sottolineando che l'onere della prova grava interamente sul lavoratore.
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Indennità rischio radiologico: prova e presupposti
Una lavoratrice del settore sanitario, non inquadrata come tecnico di radiologia, ha richiesto il pagamento dell'indennità di rischio radiologico. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che, a differenza del personale medico e tecnico di radiologia per cui il rischio è presunto per legge, gli altri lavoratori devono fornire la prova oggettiva di un'esposizione abituale, continua e non occasionale in una 'zona controllata', con un assorbimento di dosi radioattive superiore ai limiti normativamente stabiliti. L'onere della prova grava interamente sul lavoratore che richiede l'indennità.
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Indennità rischio radiologico: la prova del rischio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9383/2024, ha rigettato il ricorso di una lavoratrice del settore sanitario che richiedeva l'indennità di rischio radiologico. La Corte ha ribadito la distinzione fondamentale tra il personale tecnico di radiologia, per cui il rischio è presunto in modo assoluto, e il restante personale. Quest'ultimo, per ottenere l'indennità, deve fornire la prova rigorosa di un'esposizione effettiva, abituale e non occasionale a radiazioni, dimostrando il superamento delle soglie di rischio normativamente previste. Il semplice svolgimento dell'attività in prossimità di una 'zona controllata' non è sufficiente.
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Divisione con conguaglio: quando è vendita per il Fisco
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4884/2024, ha stabilito che una divisione immobiliare con un conguaglio superiore al 5% è sempre tassata come una vendita per la parte eccedente, anche se il conguaglio viene rinunciato con spirito di liberalità (donazione). La Corte ha chiarito che l'art. 34 del Testo Unico sull'Imposta di Registro (d.P.R. 131/1986) stabilisce una presunzione assoluta, rendendo irrilevante la volontà delle parti ai fini fiscali. La decisione è scaturita dal ricorso di un notaio contro un avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate, che aveva tassato come vendita la differenza di valore emersa in un atto di divisione tra coeredi.
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Divisione con conguaglio: quando è vendita per il Fisco
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'imposta di registro, una divisione con conguaglio viene sempre considerata una vendita per la parte eccedente la quota di diritto, anche se il conguaglio è stato oggetto di rinuncia a titolo di donazione. La Corte ha chiarito che l'art. 34 del Testo Unico sull'Imposta di Registro (T.U.R.) introduce una presunzione assoluta che rende irrilevante la reale volontà delle parti, tassando il trasferimento di ricchezza che di fatto si realizza.
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Restituzione parziale azienda: obblighi dell’affittuario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31257/2024, ha chiarito che in un contratto di affitto d'azienda, la restituzione parziale dell'azienda non è sufficiente a liberare l'affittuario dall'obbligo di corrispondere l'intero canone. Fino alla completa riconsegna di tutti i beni aziendali, l'affittuario in mora è tenuto al pagamento del corrispettivo pattuito a titolo di risarcimento del danno, ai sensi dell'art. 1591 c.c. Questo principio sottolinea l'indivisibilità dell'obbligazione di riconsegna.
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Incidente probatorio: quando il giudice può rigettarlo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30571/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro il rigetto di un incidente probatorio richiesto per l'audizione di minori. La Corte ha chiarito che, sebbene la legge presuma la vulnerabilità e la non rinviabilità della prova, il giudice può comunque respingere la richiesta se la prova risulta manifestamente superflua o irrilevante, ad esempio perché già acquisita aliunde e potenzialmente dannosa per il minore.
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Beneficio PEX: valido per immobili in costruzione?
Un'impresa aveva applicato il beneficio PEX su una plusvalenza derivante dalla cessione di una partecipazione. L'Agenzia delle Entrate negava l'agevolazione, sostenendo che la società partecipata non fosse commerciale, poiché il suo unico asset era un immobile in costruzione destinato ad attività alberghiera. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, stabilendo che la fase di costruzione (start-up) è parte integrante dell'attività d'impresa e, pertanto, non osta al riconoscimento del beneficio PEX, a condizione che l'attività imprenditoriale venga poi effettivamente avviata.
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Sanzioni civili contributi: automatiche e senza colpa
A seguito di una sospensione illegittima di una dipendente, un'azienda sanitaria era stata condannata a versare i contributi omessi. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che le sanzioni civili contributi sono sempre dovute in caso di mancato pagamento. Queste sanzioni scattano automaticamente, senza che sia necessario accertare la colpa o l'intenzione evasiva del datore di lavoro, poiché la loro funzione è quella di risarcire in via predeterminata l'ente previdenziale per il danno subito.
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Divisione ereditaria conguaglio: quando è vendita?
La Corte di Cassazione chiarisce il trattamento fiscale della divisione ereditaria con conguaglio. Se un coerede riceve beni per un valore superiore alla sua quota, pagando un'eccedenza in denaro, questa operazione è considerata una vendita ai fini dell'imposta di registro. L'ordinanza analizza il caso di un immobile indivisibile assegnato ai coeredi con quota maggiore, i quali hanno versato un conguaglio agli altri. La Suprema Corte ha stabilito che sull'importo del conguaglio si applica l'aliquota degli atti traslativi (vendita) e non quella ridotta prevista per le divisioni, in base alla presunzione assoluta dell'art. 34 del D.P.R. 131/1986.
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Imposta di registro divisione: quando è vendita
La Cassazione chiarisce il trattamento fiscale della divisione immobiliare con conguaglio. L'eccedenza di valore assegnata a un condividente, rispetto alla sua quota di diritto, è soggetta all'imposta di registro come una vendita, secondo una presunzione assoluta. Negate anche le agevolazioni 'prima casa' per mancata dichiarazione.
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Esenzione fabbricati rurali: la classificazione catastale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune contro alcuni contribuenti, confermando che ai fini dell'esenzione ICI (ora IMU) per i fabbricati rurali, la classificazione catastale (es. categoria D/10) è un elemento determinante. Secondo la Corte, questa classificazione crea una presunzione di ruralità che l'ente impositore non può superare con un semplice avviso di accertamento, ma deve impugnare l'atto di classamento stesso. La pronuncia chiarisce che anche gli impianti per la produzione di energia da biomassa possono rientrare nell'esenzione se classificati come rurali, in quanto attività connesse all'agricoltura.
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