LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Prescrizione Contributi Previdenziali

Pagina 10 di 12

Provvedimenti

Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde il ricorso
L'INPS ha richiesto a un avvocato, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, il pagamento dei contributi per la Gestione Separata relativi all'anno 2007. La Corte d'Appello ha dichiarato prescritta la pretesa dell'ente previdenziale. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, confermando che l'omessa compilazione della dichiarazione non equivale automaticamente a dolo. Di conseguenza, la prescrizione contributi previdenziali è maturata regolarmente, liberando il professionista dal pagamento.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: l’INPS perde per inerzia
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi per l'anno 2011, notificando la richiesta oltre il termine di cinque anni. L'ente previdenziale sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi avesse sospeso la prescrizione contributi previdenziali per via di un doloso occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'omessa compilazione del quadro RR non equivale a un occultamento intenzionale. Tale omissione rappresenta una semplice difficoltà di accertamento per l'ente, superabile con i normali controlli d'ufficio. Di conseguenza, i contributi sono stati dichiarati definitivamente prescritti e l'INPS è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: l’INPS perde sul quadro RR
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2011. La richiesta è arrivata oltre il termine di cinque anni dalla scadenza del pagamento. L'ente previdenziale ha sostenuto che il termine fosse sospeso a causa della mancata compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione dei redditi, configurando un doloso occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che la mancata compilazione del quadro non equivale a un occultamento intenzionale. Di conseguenza, è scattata la prescrizione contributi previdenziali, poiché l'ente avrebbe potuto accertare il credito con i normali controlli. Il professionista non deve pagare.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde per ritardo
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009, inviando la richiesta oltre il termine di cinque anni. L'ente previdenziale sosteneva che la prescrizione contributi previdenziali fosse sospesa a causa della mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi, configurando un doloso occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'omessa compilazione del quadro RR non equivale automaticamente a un occultamento doloso se i redditi sono stati comunque dichiarati. Di conseguenza, il diritto alla riscossione dell'INPS è prescritto e il professionista non deve pagare nulla.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: l’INPS perde la partita
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi per la Gestione Separata relativi all'anno 2011. L'atto di richiesta è giunto oltre i cinque anni dalla scadenza del pagamento. L'ente pubblico sosteneva che il termine di prescrizione fosse sospeso perché il lavoratore non aveva compilato il quadro RR della dichiarazione dei redditi, configurando un occultamento doloso del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando la prescrizione contributi previdenziali. I giudici hanno stabilito che la mancata compilazione del quadro RR non equivale a un doloso occultamento, poiché i redditi erano comunque indicati nella dichiarazione. Di conseguenza, l'ente previdenziale perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde contro l’omissione
Un libero professionista si è opposto alla richiesta dell'INPS di pagare i contributi per la Gestione separata relativi all'anno 2011, eccependo la prescrizione. L'ente previdenziale sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'omessa compilazione del quadro RR non equivale automaticamente a un comportamento fraudolento se i redditi sono stati comunque dichiarati. Di conseguenza, è stata dichiarata la prescrizione contributi previdenziali poiché l'ente ha notificato la richiesta oltre il termine di cinque anni dalla scadenza del pagamento, senza che si fosse verificata alcuna sospensione.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde la causa
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2008, notificando l'avviso solo nel 2014. Il professionista ha eccepito la prescrizione contributi previdenziali, essendo trascorso il termine di cinque anni dalla scadenza del pagamento originario. L'INPS ha sostenuto che la prescrizione fosse sospesa perché il professionista non aveva compilato il quadro RR della dichiarazione dei redditi, configurando un doloso occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che la mancata compilazione del quadro RR non equivale automaticamente a un occultamento doloso. Di conseguenza, i contributi sono stati dichiarati prescritti e l'INPS è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
L'INPS ha richiesto a un avvocato, iscritto all'albo ma non alla Cassa Forense, il pagamento dei contributi per la Gestione Separata relativi all'anno 2010. L'intimazione è stata notificata oltre il termine di cinque anni dalla scadenza del pagamento. L'INPS sosteneva che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi avesse sospeso il termine per occultamento doloso del debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza del termine di pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi. Inoltre, l'omessa compilazione del Quadro RR non costituisce un automatico occultamento doloso del debito. Di conseguenza, l'INPS perde la causa e deve rifondere le spese di giudizio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
Un avvocato libero professionista, non iscritto alla Cassa Forense, contestava la richiesta dell'INPS di pagare i contributi per l'anno 2009 alla Gestione separata, eccependo la prescrizione. Il professionista sosteneva che il termine di cinque anni decorresse dalla scadenza originaria del pagamento (16 giugno 2010), rendendo tardiva la richiesta dell'ente del 3 luglio 2015. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Pur confermando che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza del pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi, i giudici hanno rilevato che un decreto governativo aveva prorogato la scadenza per il saldo al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS, notificata il 3 luglio 2015, è risultata tempestiva per soli tre giorni, obbligando il lavoratore al pagamento.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: il verbale ferma il tempo
L'Ente Previdenziale ha proposto opposizione allo stato passivo del fallimento di un'azienda per ottenere il pagamento di contributi omessi relativi a un lavoratore. Il Tribunale ha rigettato la domanda ritenendo i crediti prescritti, calcolando il termine quinquennale solo a partire dalla domanda di insinuazione. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'ente, stabilendo che la notifica del verbale ispettivo costituisce un valido atto di interruzione della prescrizione. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato la decisione impugnata e rinviato la causa al Tribunale per un nuovo esame dei fatti, confermando l'importanza di considerare tutti gli atti interruttivi precedenti per evitare la prescrizione contributi previdenziali.
Continua »
Prescrizione dei contributi previdenziali: INPS vince in Cassazione
Il Datore di Lavoro Agricolo ha proposto opposizione contro un avviso di addebito dell'INPS di oltre 72.000 euro per contributi non versati tra il 1983 e il 1992. Il ricorrente eccepiva la prescrizione dei contributi previdenziali e la decadenza dall'iscrizione a ruolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno chiarito che, avendo l'INPS notificato un atto interruttivo prima del 31 dicembre 1995, si applica il vecchio termine di prescrizione decennale anziché quello quinquennale introdotto dalla riforma del 1995. Inoltre, la decadenza prevista dal decreto legislativo del 1999 non è retroattiva e non si applica agli accertamenti notificati in precedenza. Infine, la richiesta di sgravi per calamità naturali è stata respinta perché il datore di lavoro non aveva presentato una preventiva domanda amministrativa. Il ricorrente perde la causa e deve versare un ulteriore contributo unificato.
Continua »
Prescrizione dei contributi previdenziali: vince l’azienda
L'Ente Previdenziale dei Giornalisti ha chiesto a una Società Editrice il pagamento di contributi omessi per alcuni dipendenti. La Corte d'Appello ha condannato l'azienda per la posizione di un giornalista, ritenendo applicabile il termine di prescrizione decennale a seguito della denuncia del lavoratore. La Società Editrice ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la prescrizione dei contributi previdenziali maturati dopo il primo gennaio 1996 rimane di cinque anni. La denuncia del lavoratore non raddoppia il termine a dieci anni per i crediti successivi a tale data. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde la causa
L'INPS ha richiesto a un Professionista il pagamento di contributi previdenziali per l'anno 2011 tramite un avviso notificato nel 2019. Il Tribunale e la Corte d'appello hanno dichiarato il credito prescritto, poiché il termine di cinque anni decorreva dalla scadenza del versamento (luglio 2012) e l'INPS aveva agito solo nel 2017. L'INPS ha fatto ricorso sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'omessa compilazione del quadro RR non comporta un automatismo di dolo se il contribuente ha comunque dichiarato i propri redditi in un altro quadro. Di conseguenza, la prescrizione contributi previdenziali è maturata e il Professionista ha vinto la causa.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde 92mila euro
Il caso riguarda un contribuente che ha impugnato un'intimazione di pagamento per oltre 92.000 euro relativi a contributi INPS dovuti da una società di fatto di cui era socio per il periodo 1989-1991. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la prescrizione contributi previdenziali era già interamente maturata. Infatti, il primo atto interruttivo (l'insinuazione al passivo fallimentare) era avvenuto nel 1999, quando il termine quinquennale introdotto dalla Legge n. 335/1995 era già decorso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello e, decidendo nel merito, ha dichiarato non dovuti i contributi richiesti, condannando l'INPS e l'Agente della Riscossione al pagamento delle spese di lite.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: ricorso perso e multa
Una contribuente ha proposto opposizione contro un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali (IVS) relativi agli anni dal 2007 al 2016, eccependo la prescrizione contributi previdenziali e l'omessa notifica degli avvisi di addebito. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto il ricorso, ritenendo provate le notifiche e tardive le contestazioni specifiche della donna. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in presenza di una "doppia conforme", non è possibile richiedere una rivalutazione dei fatti in sede di legittimità. Inoltre, avendo la ricorrente rifiutato una proposta di definizione accelerata del giudizio, è stata condannata per lite temeraria al pagamento delle spese legali e di pesanti sanzioni pecuniarie in favore delle controparti e della Cassa delle Ammende.
Continua »
Prescrizione dei contributi previdenziali: salva la difesa dell’Ente
Un'azienda ha contestato un avviso di addebito dell'Ente Previdenziale relativo a contributi non versati per i dipendenti, sostenendo che il diritto di riscossione fosse ormai estinto. L'Ente Previdenziale si era difeso in un precedente giudizio chiedendo il rigetto della domanda dell'azienda e confermando il proprio credito. La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice difesa dell'Ente Previdenziale, volta a confermare il credito nel processo, blocca definitivamente la prescrizione dei contributi previdenziali. Di conseguenza, l'avviso di addebito notificato successivamente è pienamente valido e l'azienda deve pagare i contributi dovuti.
Continua »
Prescrizione dei contributi previdenziali: INPS perde il ricorso
Un socio di una società si oppone a una cartella esattoriale per contributi non pagati, eccependo la prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte d'Appello accoglie l'opposizione. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione e l'INPS ricorrono in Cassazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso del concessionario per difetto di legittimazione attiva, poiché solo l'ente impositore (INPS) può difendere in giudizio l'esistenza del credito. Anche il ricorso dell'INPS viene dichiarato inammissibile a causa della doppia conforme sui fatti relativi all'interruzione della prescrizione. Di conseguenza, viene confermata la prescrizione dei contributi previdenziali e l'INPS viene condannato a pagare le spese legali al contribuente, che vince definitivamente la causa.
Continua »
Prescrizione dei contributi previdenziali: l’errore non è dolo
Il Contribuente ha contestato la richiesta di pagamento dell'INPS per contributi previdenziali del 2012, eccependo l'avvenuta prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'omessa compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Contribuente. I giudici hanno chiarito che la prescrizione quinquennale decorre dalla scadenza del termine di pagamento e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Inoltre, la semplice mancata compilazione del quadro RR non fa scattare in automatico l'occultamento doloso. Di conseguenza, il debito dell'INPS è prescritto e la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Prescrizione dei contributi previdenziali: addio al ricalcolo
Un ex lavoratore del settore minerario ha richiesto la riliquidazione della propria pensione di anzianità, pretendendo che l'azienda versasse all'INPS le differenze contributive per il periodo dal 1995 al 2007. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del pensionato, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha stabilito che la prescrizione dei contributi previdenziali è quinquennale e che la denuncia presentata dal lavoratore non raddoppia il termine a dieci anni per i crediti successivi al 1995. Inoltre, la prescrizione può essere interrotta solo da atti imputabili all'ente previdenziale creditore e non dalle iniziative del lavoratore. Di conseguenza, il lavoratore ha perso definitivamente la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Prescrizione dei contributi previdenziali: negato il ricalcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il ricalcolo della pensione e il versamento di contributi arretrati da parte della sua ex azienda. La Corte ha confermato la prescrizione dei contributi previdenziali, stabilendo che il termine è di cinque anni. Il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali non è assoluto e trova un limite invalicabile proprio nella prescrizione dei contributi dovuti. Inoltre, la denuncia del lavoratore non interrompe la prescrizione né raddoppia i termini per i crediti maturati dopo il 1995, poiché l'atto interruttivo deve provenire dall'ente previdenziale.
Continua »